Al Norte de la tormenta, tra buio e ironia

Al Maxxi capolavori da Valencia, da Rauschenberg a Muñoz

ROMA - È un circuito enigmatico capace di riunire la luce al buio, il mistero all'ironia, la mostra "Al Norte de la tormenta" che porta al Maxxi dal 22 maggio all'8 settembre i capolavori della collezione dell'IVAM, Institut Valencià d'Art Modern. Inserita nel programma del museo capitolino di collaborazioni internazionali Expanding the Horizon, la mostra accende i riflettori sulla straordinaria eterogeneità della collezione dell'IVAM, che accoglie fin dalla sua fondazione nel 1989 (nel 2019 cadono i 30 anni) i principali movimenti artistici che si sono avvicendati dall'inizio del secolo scorso al contemporaneo, con un approccio che mescola il locale (con gli artisti spagnoli) al globale (con aperture all'Europa e al resto del mondo).

Il percorso, a cura di Hou Hanru con Chiara Bertini, sorprende per la varietà dei linguaggi presenti, dalla fotografia alla pittura, dalla scultura alle installazioni fino alla sound art: le 23 opere sono firmate da alcuni dei principali artisti di oggi e del '900, tra cui Robert Rauschenberg e Juan Muñoz, Tony Cragg e Antoni Tàpies, Bruce Nauman, Eduardo Chillida e Richard Tuttle. L'inizio della collettiva è tutto nel segno di Muñoz, con due sculture: la prima, che dà il titolo alla mostra, sembra un astrolabio in ferro dall'effetto straniante, che ripropone il flusso di pensieri dell'artista madrileno, con coltelli, portoni e ringhiere che si affollano sulla superficie circolare; a fare da contraltare all'opera, la seconda scultura, appartenente al Maxxi, che rappresenta un uomo sorridente, pronto a dialogare con chi lo osserva. Si prosegue alternando percezioni contrastanti: se con "Blood Orange Summer Glut" Rauschenberg indaga in modo ludico attraverso la scultura le proprietà visive del metallo, assemblando oggetti di recupero e giocattoli, nella tela "Gran diptic roig i negre" Tàpies sembra rievocare il big bang con trame grafiche, materia e simboli matematici.

Accanto al fascino di "100 years", i 101 ritratti di Hans-Peter Feldmann che riflette sullo scorrere del tempo immortalando in bianco e nero persone di un'età compresa tra i pochi mesi e i 100 anni, e al ritorno all'infanzia di "Sweet", la scatola di caramelle di ferro, piombo e vetro di Susana Solano, l'occhio poi cade sulle grandi installazioni: da "Models for tunnels" di Nauman che simula un tunnel vuoto ad "Absorto" di Pedro Cabrita Reis, che stimola la dimensione contemplativa con una enigmatica costruzione circolare. "Con questa mostra inizia la collaborazione tra noi e l'IVAM per lo scambio dei nostri capolavori", spiega Hou Hanru, direttore artistico del MAxxi, "il titolo rimanda alla potenza della collezione del museo spagnolo, ma è anche un invito a ritrovare la forza per confrontarsi in un momento storico così complesso come quello di oggi". "Quest'anno il nostro museo compie 30 anni: abbiamo una collezione di 12 mila opere, e siamo uno dei pochissimi musei in Spagna dedicati all'arte moderna e contemporanea", dice José Miguel Garcìa Cortés, Direttore IVAM, ricordando l'impegno "negli ultimi 4 anni, da quando sono direttore, a cercare di dare una maggiore peculiarità al museo, sviluppando alcune tematiche come la mediterraneità e la memoria, accogliendo anche le attività artigianali e i fumetti, senza dimenticare la presenza delle artiste donne, che ormai rappresentano il 50%". La collaborazione tra le due istituzioni proseguirà nel 2020, quando un focus sulla collezione del Maxxi sarà ospitato nelle sale dell'IVAM.

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