Bonisoli, più vigilanza armata per Colosseo e Fori

Il ministro, sono tempi difficili, preferisco prevenire

(ANSA) - ROMA, 13 DIC - "Meglio prevenire che curare". A pochi giorni dall'attentato che ha sconvolto il centro storico di Strasburgo e riportato la paura del terrorismo in Europa, arriva dal ministro della cultura Bonisoli l'annuncio del giro di vite sulla sicurezza del Colosseo, il più iconico tra i monumenti italiani, meta turistica sempre affollata, con oltre 7 milioni di biglietti staccati ogni anno. Inserito già dal 2016 come tutta l'area archeologica centrale di Roma nella lista degli obiettivi sensibili da super proteggere, l'Anfiteatro Flavio è del resto già oggi presidiato da militari armati, così come la passeggiata dei Fori imperiali protetta dai blindati dell'esercito. E anche quest'anno come sempre a Natale, sottolinea il prefetto di Roma Paola Basilone, la vigilanza verrà ulteriormente rafforzata nei giorni delle feste. Da oggi comunque si farà di più, con una presenza più forte di militari armati non solo all'esterno, ma anche all'interno dei monumenti, per offrire ulteriore sicurezza alle persone e ai monumenti patrimonio dell'umanità: "Potrà pure essere esagerato, ma se c'è un posto dove essere più realisti del re è proprio questo" allarga le braccia Bonisoli, che sottolinea il rapporto di proficua collaborazione con il Comune di Roma. "Magari non sarà necessario farlo in maniera continuata, magari si possono scegliere alcuni momenti topici dell'anno, per esempio ad agosto quando il sito archeologico è preso d'assalto dai turisti, ma vedere qualcuno in divisa è importante". L'idea, precisa il ministro presentando insieme con il direttore del Parco Archeologico Alfonsina Russo il piano per l'implementazione dei sistemi di sicurezza del sito, è quella di ricorrere a poliziotti e carabinieri liberati "dai servizi di scorta al quale in molti abbiamo rinunciato. Lavoratori delle forze dell'ordine che vanno usati dove c'è più bisogno. Certo si tratta sempre di forze limitate - puntualizza - ma che possono diventare un piccolo elemento aggiuntivo per la sicurezza". Intanto, mentre il Comune di Roma con ilvice sindaco Luca Bergamo annuncia la partenza di una sorta di piano antitruffe, con nuova segnaletica plurilingue (anche in cinese) e servizi per assistere i turisti e proteggerli da bagarini, taccheggiatori e truffatori di vario genere, la direzione del parco archeologico lancia un piano per la protezione dei monumenti che raddoppierà telecamere e sensori, costruendo una rete di controllo "intelligente" e super tecnologica attorno a Colosseo, Fori, Palatino, Domus Aurea. Un progetto da "7 milioni di euro che andrà in gara entro i primi mesi del 2019 e dovrebbe essere completato entro un anno circa dalla partenza dei lavori" assicura Alfonsina Russo. E che fa parte del più generale progetto sicurezza lanciato da Mibac, con 109 milioni di euro per 313 siti della cultura per la messa a norma di impianti e la protezione di lavoratori e visitatori. Il solo Colosseo, dove oggi ci sono 50 telecamere, ne avrà alla fine 100 che si aggiungeranno ad un sistema di sorveglianza sperimentale. "L'obiettivo è proteggere i monumenti ma anche innalzare il livello di sicurezza generale per consentire la riapertura di monumenti oggi chiusi", spiega la direttrice Russo. E Roma, conclude il ministro, "può fare da modello".

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