Torna la Cassetta Farnese, scrigno di misteri

Esposta a Milano dopo i restauri, al suo interno una pergamena

La cassetta Farnese di Capodimonte, prezioso scrigno, unico nel suo genere, dopo 5 secoli ha ancora misteri da svelare. Durante l'intervento di restauro che l'ha restituita allo splendore di quando fu creata, al suo interno è stato infatti trovato un documento arrotolato, una pergamena datata 1564. Saranno gli esperti a decifrarla. Intanto il magnifico manufatto, che fa parte della Collezione Farnese conservata nella Wunderkammer del Museo e Real Bosco di Capodimonte a Napoli, è di nuovo esposto all'ammirazione del pubblico.

La prima 'uscita' ufficiale a Milano, nelle Gallerie d'Italia, sede museale di Intesa San Paolo, che oggi l'ha presentata e ha contribuito al restauro. Nel caveau della banca la Cassetta resterà dal 25 settembre al 28 ottobre, insieme ad un dipinto del cardinale Alessandro Farnese eseguito da Tiziano. "Questo capolavoro ci ricorda ancora una volta che l'estro e la creatività italiana ha radici in una parte irrinunciabile della nostra identità - ha detto Michele Coppola, direttore centrale arte cultura e beni storici di Intesa San Paolo. "In tre anni in cui ricopro questa carica - ha aggiunto il direttore del museo di Capodimonte, Sylvain Bellenger - ho capito che mai l'Italia potrà salvare il suo patrimonio artistico senza l'aiuto del mondo dei privati". Il restauro del prezioso manufatto (49 per 49 centimetri, peso 35 kg) è durato cinque mesi. In argento dorato, ornato di piccole figure di ispirazione michelangiolesca e impreziosito da cristalli di rocca finemente intagliati, lapislazzuli, smalti e da una fastosa, esuberante decorazione, venne commissionata dal cardinale Alessandro Farnese, colto collezionista e mecenate. Non si sa a chi si deve l'ideazione complessiva dell'opera. Di sicuro la realizzarono i più grandi artisti attivi nella Roma della metà del Cinquecento, tra il 1543 e il 1561.

Molte le ipotesi anche sulla funzione della Cassetta. Si è a lungo pensato che servisse a custodire un altro celebre e prezioso oggetto appartenuto alla casata, il Libro d'Ore (ora alla Morgan Library di New York) mirabilmente miniato da Giulio Clovio. O forse proprio quella pergamena trovata quando lo scrigno è stato smontato pezzo per pezzo. È ormai certo però che essa non ebbe una funzione precisa. Fino a quando il cardinale Farnese la portò come dono di nozze a Maria d'Aviz di Portogallo, che nel 1565 andò in sposa ad Alessandro Farnese, grande condottiero e uomo d'arme, futuro duca di Parma e Piacenza, nipote nonché omonimo del prelato. Proprio a Parma la Cassetta continuerà il suo tour. Per tornare dopo tre mesi nella sua sede naturale, il Museo di Capodimonte in un allestimento tutto particolare, compreso il basamento originale che nel frattempo è stato restaurato.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Video ANSA