Pasinetti fotografo e cineasta

Foto e corti per riscoprire un pioniere dell'immaginario moderno

'Pasinetti, fotografo e cineasta': si è aperta a Roma una mostra dedicata al giovane genio e pioniere della fotografia e del cinema italiani degli anni trenta e quaranta, il veneziano Francesco Pasinetti, morto a soli 37 anni, già oggetto di un vero culto per una schiera di cinefili. Per Michelangelo Antonioni era un 'simbolo', per Vittorio De Sica, niente meno che la 'nostra coscienza'.

La mostra, ideata e curata da Carlo Montanaro, e promossa dall'istituto Luce Cinecittà in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia, si propone di far conoscere ad un pubblico più largo un personaggio che ha contribuito in maniera straordinaria alla storia del cinema italiano. Suo tra l'altro il "Il canale degli angeli" film del 1934, un capolavoro che anticipava di anni il movimento neorealista. È stato il primo ragazzo italiano a laurearsi con un tesi sul cinema (secondo Montanaro, il primo nel mondo). È stato sceneggiatore, drammaturgo, brillante critico e docente del Centro Sperimentale di Cinematografia. Sue le scoperte di tanti talenti: Antonioni, Guttuso, Pietro Ingrao, Citto Maselli, Alida Valli. È stato anche un grandissimo fotografo.

Per la prima volta a Roma - la sua città di adozione e lavoro - la mostra al Teatro dei Dioscuri al Quirinale permette di riscoprire, attraverso 80 scatti restaurati, la sua arte dietro la macchina fotografica. La mostra è divisa in tre sezioni: la prima è 'Questa è Venezia', dove la città è immortalata, forse per l'ultima volta, in una sorta di classicità senza tempo. La seconda sezione, 'Cinema', raccoglie foto dei suoi set, ma anche provini di fotogenia di aspiranti attori e attrici come Alida Valli, in pose che valgono la mostra per la bellezza e il talento che raccontano. Nella terza sezione, 'Non solo Venezia', si trovano foto scattate in Italia, ma anche sperimentazioni sulla figura umana, nudi, ritratti e giocosi autoritratti. L'ultima sala del percorso è dedicata al nonno di Pasinetti, Guglielmo Ciardi, grande pittore vedutista. Ad accompagnare la mostra, le proiezioni di alcuni corti di Pasinetti e il volume 'Questa è Venezia - 1943', edito da Marsilio, con duecento immagini riprodotte.

La mostra rimarrà aperta fino al 28 gennaio 2018. Ma già si pensa al futuro. Carlo Montanaro, nella conferenza stampa di presentazione, ha raccontato che, nel preparare l'esposizione, sono state rinvenute tante sceneggiature inedite di Pasinetti, che meriterebbero un destino migliore di una cantina.

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