Dalla Mongolia all'Antartide, l'arte della luce nella rassegna 'Imago'

Al via la mostra fotografica curata dalla case editrice 'Graffiti'

I ghiacciai e gli iceberg – piccoli e grandi - il mare color petrolio sotto un cielo plumbeo, tutti i colori di questa natura incontaminata, il bianco della neve, il celeste dei ghiacciai, il grigio delle rocce, e il verde dei prati appaiono così come l’occhio umano li vede. Ma i veri protagonisti sono gli animali, unici abitanti di questa terra che catturano e colpiscono per le loro espressioni e movenze quasi umane, forti e indifesi allo stesso tempo. Sono al centro degli scatti di 'Antarctica' di Paolo Beltrame, una delle tre mostre della rassegna 'Imago' curata dalla casa editrice Graffiti che prende il via sabato 21 ottobre alle 17 al Salone delle Scienze del “Museo delle Civiltà – Museo Pigorini" di Roma. Accanto ad Antarctica, anche 'Mongolia- Taccuino di silenzi' di Paolo Sollazzo, lavoro che ci accompagna negli spazi sconfinati di questa terra lontana.

Una vera passione quella dell’autore non solo per la fotografia e certamente non per la fotografia in senso tradizionale, ma per l’immagine suggestiva, evocativa. E infatti più sono forti le sensazioni, i sentimenti, più l’immagine è evocativa. È questo il senso dello sfumato, della dissolvenza esagerata di queste opere dove i colori e le immagini più che fotografate sembrano dipinte. Colpi di pennello invece che pixel colpiti dalla luce, la stessa differenza che c’è tra la pittura realista di Corot o di Millet e l’impressionismo di un Monet.

Infine la mostra 'Luce come narrazione' di diversi artisti. La luce come narrazione segna il passaggio dallo studio delle forme, del colore, della presenza fisica delle cose e delle persone nell’immagine, della loro collocazione nello spazio, allo studio sull’uso della luce, quale parte integrante, portante del linguaggio fotografico. Un percorso e una riflessione sulla fotografia e il suo significato, sugli elementi che la compongono, che diventa anche una riflessione sul mondo odierno, dove tutto viene e passa senza che sia possibile fermarsi a riflettere, cosi come passano le mille immagini che ogni giorno affollano la nostra vita. 

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