Fendi adotta la Galleria Borghese

Impegno triennale maison per Centro Ricerca Caravaggio e mostre

"Ricorderete che barriere c'erano tra pubblico e privato fino a tre anni fa, quando lanciai l'idea di far adottare i musei ai privati. Oggi questo si e' realizzato per la prima volta con Fendi che adotta la Galleria Borghese per tre anni. Un esempio da seguire. Un risultato della riforma del sistema museale che ci ha avvicinati agli standard europei, con i bilanci e tutto il resto, visto che in un momento di crisi come questo i visitatori dei musei italiani sono passati da 38 milioni del 2013 ai successivi 45,5, a +12 milioni di quest'anno". Con queste parole il ministro dei Beni e delle Attivita' Culturali e Turismo, Dario Franceschini, ha salutato la presentazione della partnership triennale tra la Galleria Borghese e Fendi, che prevede la costituzione del centro di ricerca Caravaggio Reserch Institute e piattaforma digitale, promosso e divulgato attraverso un programma espositivo internazionale sull'artista, da Los Angeles all'Estremo Oriente, e il sostegno per tre anni consecutivi alle mostre che avranno luogo presso la Galleria Borghese. Un impegno da parte di Fendi che parte da una cifra iniziale di 1 milione 300mila euro, come rivelano a margine della conferenza stampa l'ad e presidente di Fendi Pietro Beccari e la direttrice della Galleria Borghese Anna Coliva. Insomma, dopo la mostra Matrice a Palazzo della Civilta', l'installazione in Largo Goldoni dell'opera Foglie di pietra, entrambe di Giuseppe Penone, Fendi rafforza il legame con Roma e con il mondo dell'arte. Un impegno considerevole per la citta' che comprende anche il restauro di Fontana di Trevi e del Complesso delle Quattro Fontane: "Finora tutto cio' e' costato a Fendi circa dieci milioni di euro" sottolinea Beccari che smentisce anche le voci che lo volevano in uscita dal ruolo di ad della maison romana, per entrare in Dior, altra griffe del Gruppo francese del lusso LVMH, a cui appartiene Fendi. Ma "E' chiaro che Fendi si fara' carico di tutte le spese successive di promozione delle mostre e dei loro programmi itineranti" precisano le sovrintendenti della Galleria Borghese, che conserva dunque nella sua collezione il corpus pittorico piu' consistente e meglio rappresentato di Caravaggio, paradigma ideale per lo studio di tutta la sua carriera pittorica. Da questa condizione e' nato il progetto Caravaggio Research Institute ideato da Anna Coliva. "Il piano prevede la costituzione nella Galleria Borghese di un centro di studi, diagnostica e ricerca storica su Caravaggio e sulle sue opere - spiega Coliva - che sia il piu' completo esistente cosi' da proporsi come riferimento per la ricerca sull'artista a livello mondiale. Il progetto si completa con la creazione di una piattaforma digitale che rappresenti la piu' esaustiva banca dati online relativa a Caravaggio. Per divulgare tale progetto di ricerca, la Galleria Borghese e Fendi hanno concepito un programma espositivo sull'artista che approdera' in tre anni dagli Stati Uniti all'Oriente asiatico. La prima tappa della mostra sara' a novembre 2017 al Getty Museum di Los Angeles. Dal 21 novembre il Getty Museum ospitera' infatti per la prima volta tre opere di Caravaggio provenienti dalla Galleria Borghese: il San Girolamo, il Giovane con canestro di frutta e il David con la testa di Golia". Perche' Caravaggio? "Fino agli anni Cinquanta le opere di Caravaggio erano valutate poco rispetto a un Correggio o un Raffaello. Poi e' iniziata la ricerca, gli studi e la sue stime sono salite. Questo fa il valore di un museo che ne ospita le opere, non solo il merchandising e i biglietti d'ingresso" precisa Coliva. Infine, la prima mostra della Galleria Borghese che Fendi supportera' sara' dedicata a Gian Lorenzo Bernini, e sara' una prosecuzione delle celebrazioni per i 20 anni dalla riapertura (1997) del museo. Sara' inaugurata il 31 ottobre (fino al 4 febbraio 2018) e vedra' le concessioni di opere provenienti tra l'altro dal Louvre, dalla National Gallery e dal Victoria& Albert Museum di Londra, dal Thyssen Bornemisza di Madrid, dal Staatliche Museum di Berlino, dal Metropolitan Museum di NY. 

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