In mostra disegno mai visto Michelangelo

Dal 22 aprile ai Capitolini anche la celeberrima Cleopatra

Un primo schizzo del 'Sacrificio di Isacco', rinvenuto sul lato verso del famoso disegno di Michelangelo durante un restauro è esposto per la prima volta al pubblico in una mostra allestita da domani al 7 maggio negli spazi dei Musei Capitolini. Il foglio proviene dalla prestigiosa raccolta custodita nella fiorentina Casa Buonarroti che conta oltre 200 capolavori grafici del genio rinascimentale e viene presentato a Roma affiancato da un altro disegno (dalla stessa collezione), la celeberrima 'Cleopatra', dove già nel 1988 un altro intervento conservativo portò alla luce nel controfondo un analogo ritratto.
Presentato alla stampa dalla sindaca Virginia Raggi e dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini proprio in concomitanza con il Natale di Roma, l'evento espositivo dal titolo 'Michelangelo. Capolavori ritrovati', si concentra appunto su queste quattro opere recuperate e studiate grazie alla sponsorizzazione di due privati: l'Olivetti nel caso del restauro del 1988 e l'Associazione MetaMorfosi, presieduta da Pietro Folena, per quello condotto nel 2016 sul 'Sacrificio di Isacco'. ''Questa è una mostra che nasce da un'attività di ricerca e non da prevalenti interessi commerciali'', ha detto il ministro sottolineando la valorizzazione del patrimonio che sottende l'intera operazione.
I quasi 30 anni che separano le due scoperte, ha aggiunto il presidente della Fondazione Casa Buonarroti e curatrice della mostra Pina Ragionieri, ben spiegano come lo studio delle raccolte faccia di continuo evolvere e approfondire la conoscenza sulle singole opere e sugli artisti. Tanto che, in tutti e due i casi, è immediatamente partito il dibattito sulla sequenza delle singole raffigurazioni, aprendo nuove prospettive e arricchendo di ulteriori ipotesi lo studio dello stile michelangiolesco.
Per quanto riguarda la splendida 'Cleopatra' (opera realizzata nel 1535), qualcosa si poteva intuire dal controfondo piuttosto leggero, ma la sorpresa fu ugualmente grande, ha spiegato la Ragionieri, quando il foglio ormai liberato dal quel supporto mostrò un'altra immagine della regina egizia, ''identica come invenzione e con lo stesso movimento dell'acconciatura che diventa serpente''. Che però, rispetto alla classicità del recto, ''risultava molto più immediata, con una sua forza tridimensionale capace di esprimere viva angoscia''. Lo schizzo riapparso potrebbe essere stato realizzato per primo, ha detto Pina Ragionieri, forse un progetto per una scultura, dunque ''due invenzioni simili, ma non coincidenti''. Al contrario invece del 'Sacrificio di Isacco', che la studiosa ha sempre interpretato come un omaggio del Buonarroti all'opera del Brunelleschi, in particolare a una formella (ora custodita al Bargello) che era in San Lorenzo, dove Michelangelo lavorava e aveva quindi ''la possibilità di copiare dal vivo''. Il ritrovamento potrebbe confermare questa ipotesi, in quanto il ''rapido e potente schizzo a matita nera riemerso è una sorta di 'pensiero' che di per sé già rimanda a Brunelleschi e che l'artista, girando il foglio, ricalcò con una matita rossa ancora visibile sul contorno della composizione''.

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