In un libro la Cappella Sistina come non l'avete mai vista

Nei 3 volumi Scripta Maneant centinaia particolari in scala 1:1

(ANSA) - ROMA, 25 FEB - I giochi di luce sul volto della Sibilla Delfica, l'uso del puntinismo sul naso della Madonna, i segni delle 'giornate' di lavoro sul busto di Dio Padre (che causarono il taglio della lunga capigliatura) e quelli di battitura per lo 'spolvero' sul profilo di Adamo: sono circa 220 i particolari degli affreschi di Michelangelo e dei maestri umbro-toscani del '400, ingranditi in scala 1:1 e contenuti nella monumentale pubblicazione dedicata alla Cappella Sistina, coedizione della casa editrice bolognese Scripta Maneant e Musei Vaticani. Realizzata grazie a un'imponente campagna fotografica (270.000 scatti), l'opera permette per la prima volta di ammirare anche sulla carta stampata l'autentica cromia e i dettagli che solo i restauratori fino a ora hanno potuto vedere. Con il titolo 'La Cappella Sistina. Gli affreschi del '400. La Volta. Il Giudizio Universale', questa poderosa impresa editoriale si suddivide in tre volumi di grande formato (43,5 per 61 centimetri), ideati con materiali preziosi e qualità di riproduzione del colore straordinaria. Stampata in solo 1.999 copie, l'opera non è davvero alla portata di tutti, visto il prezzo, circa 12.000 euro, ma ha come destinatari istituzioni (biblioteche, università) o, soprattutto, collezionisti, che ne hanno già fatto richiesta. Del resto, non si erano mai visti i capolavori della Sistina documentati nella loro interezza e con una resa tanto vicina al reale in un'unica pubblicazione. ''Chi entra per la prima nella Cappella Sistina ha come un colpo al cuore'', ha detto Antonio Paolucci, fino a pochi mesi fa direttore dei Musei Vaticani e curatore dei prestigiosi volumi intervenendo alla presentazione alla stampa, svoltasi proprio nella cappella voluta da Sisto IV. ''Questo è un luogo speciale in cui si avverte il respiro della storia e il mistero della sacralità. Si è colti da stupore guardando questa sciarada teologica di uomini, donne, nudi'', vicende che si susseguono dagli episodi del Nuovo Testamento (immortalati nelle pareti laterali da maestri quali Botticelli, Perugino, Signorelli, Domenico Ghirlandaio) a quelle bibliche della Creazione, del Diluvio e poi i Profeti, le Sibille, gli antenati di Cristo, immortalati da Michelangelo. Che nella parete d'altare compie il suo capolavoro più celebrato, il Giudizio Universale, chiudendo così un percorso sul destino umano che va dall'alfa all'omega, senza limiti temporali. ''Sono 2.500 metri quadrati di grande pittura, la maggior parte dei visitatori che ogni giorno affolla la Sistina non è in grado in pochi minuti di coglierne la straordinaria complessità''. Ci vuole tempo per decodificare la quantità di messaggi e suggestioni trasmessi da questa titanica impresa. ''Ecco dunque il senso dei tre volumi adesso pubblicati - ha sottolineato Paolucci - strumenti veramente importanti per guardare e riguardare le immagini, tra cui emergono nuovi dettagli e inediti particolari''. Non meraviglia dunque che questa nuova campagna fotografica (che viene a distanza di 20 anni dalla precedente) abbia richiesto, a inizio 2016, ben 65 giorni di riprese in notturna, effettuate dai fotografi Carlo Vannini e Ghigo Roli (con la collaborazione di partner come Canon e Roundshot) e 270.000 scatti ''capaci di raccontare - ha detto l'amministratore delegato di Scripta Maneant Giorgio Armaroli - il luogo d'arte più ricco al mondo''. Se l'intera impresa ha richiesto cinque anni di lavoro, gli ultimi dodici mesi sono serviti per riportare sulla carta con assoluta fedeltà le incredibili cromie degli affreschi, che anche la luce del nuovo impianto inaugurato due anni fa non è in grado di restituire. ''Fin dall'inizio le difficoltà sono state molte - ha aggiunto il responsabile dell'Ufficio grafico dell'editrice bolognese Gianni Grandi - ma il progresso delle tecnologie digitali ha consentito di realizzare un sogno''. Attraverso l'utilizzo di teste panoramiche a controllo numerico e all'uso di speciali teleobiettivi si è potuto infatti scomporre l'opera in una serie conseguente di scatti ravvicinati. Il risultato ottenuto è stato un insieme di fotogrammi paragonabili a tessere di un mosaico componenti l'opera con un elevatissimo livello di dettaglio. Le sequenze fotografiche sono poi state elaborate da un software di stitching (cucitura) e gestite attraverso computer dall'elevatissima capacità di elaborazione. Per ottenere infine ''certi rossi, certi blu o i colori degli incarnati, aggiungendo morbidezza alle tonalità'', si è ricorsi, dopo numerose sperimentazioni, all'uso dell'esacromia. Purtroppo, al momento dell'impaginazione delle immagini, ha proseguito Grandi, si è dovuta compiere una selezione, ma la totalità degli scatti è stata riversata su un server, consegnato ai Musei Vaticani. ''Dovesse succedere qualcosa - ha concluso - lì c'è tutta la Sistina''.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE:

Video ANSA