Banksy a Roma tra guerra, capitalismo e libertà

Dal 24 maggio la più grande rassegna su genio della street-art

I due bambini che, solo dopo una collina di macerie e armi, finalmente si possono voler bene. O il 'Love Rat', il topo che, alter ego o forse unico sopravvissuto all'Apocalisse, pennello sulla zampa, dipinge un grande cuore rosso sul muro. Il genio di Banksy, il più controverso, popolare e misterioso artista e attivista contemporaneo, considerato il massimo esponente della street-art, arriva a Roma protagonista di 'Guerra Capitalismo & Libertà', la più ricca mostra a lui mai dedicata, ideata e promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro - Italia e Mediterraneo, a Palazzo Cipolla dal 24 maggio al 4 settembre.

In tutto, 150 opere tra dipinti, sculture, stencils, 50 copertine di dischi e oggetti rari, molti dei quali mai esposti in precedenza, che i curatori Stefano Antonelli, Francesca Mezzano e Acoris Andipa, hanno raccolto rigorosamente da collezionisti privati e, dunque, non sottratti alla strada.

"La mostra - anticipa Emmanuele F. M. Emanuele, presidente della Fondazione Terzo Pilastro - Italia e Mediterraneo - è unica nel suo genere anche per i temi che tratta: guerra, capitalismo e libertà, che sembrano essere le fonti primarie di ispirazione dell'arte di Banksy, connotata da una forte denuncia sociale, ma che sono anche i temi più attuali e urgenti del nostro presente". La volontà, prosegue, "è dare voce a una modalità di espressione come la street-art, che porta l'arte fuori dai musei e la riversa nei luoghi alla portata di tutti, rendendola parte del nostro vivere quotidiano".

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