Louise Bourgeois, Celle dentro inconscio

A Bilbao l’omaggio all’artista che scoprì se stessa

(ANSA) - ROMA, 24 FEB - Sono piccoli e grandi rifugi, prigioni o spazi di protezione, ma sempre luoghi di introspezione e analisi del proprio inconscio: è creando le sue Celle che l'artista francese Louise Bourgeois (Parigi, 1911 - New York, 2010) è riuscita a dialogare con se stessa e le sue emozioni, tra paure, desideri e ricordi familiari. Al suo genio creativo il Guggenheim di Bilbao dedica la grande retrospettiva Louise Bourgeois. Structures of Existence: The Cells, allestita dal 18/3 al 4/9, una mostra che delinea per il visitatore un ritratto intimo e coinvolgente di una delle artiste contemporanee più significative. Per la prima volta dal 1991, quando sono state mostrate al Carnegie International di Pittsburgh, le Celle vengono riunite dalla I alla VI nel percorso espositivo, disseminato da 28 spazi architettonici. Per Bourgeois la parola "cella" ha diversi significati - dalla cellula di un organismo vivente alla prigione o alla cella monastica -, connotazioni che si evidenziano a mano a mano che si procede nella mostra. Quella della Bourgeois del resto è un'arte esistenzialista, fatta di un femminismo molto privato, quasi una sorta di strumento da lei utilizzato per far tacere il dolore e dare un senso all'esistenza: "Devi raccontare la tua storia e dimenticarla. Dimenticare e perdonare. Questo ti rende libera", usava dire. E nella mostra si avrà chiara la sensazione di trovarsi di fronte a opere d'arte utilizzate dall'artista di certo per esprimersi, ma soprattutto per esorcizzare le emozioni legate all'infanzia (scandita dall'infedeltà del padre e dalla malattia della madre), come l'ansia dell'abbandono, il senso del tradimento e della perdita. Creando strutture fatte di mobili ed elementi architettonici riciclati, quali porte, finestre, reti metalliche, contenitori industriali, e perfino una cabina di ascensore, l'artista fa dialogare lo spazio con la sua soggettività, richiamata alla memoria anche attraverso oggetti provenienti dal suo contesto biografico, come bottiglie di profumo, arazzi, lampade, specchi e sfere di vetro, ma anche sculture di teste, mani e busti. Da qui discende gran parte del fascino di queste opere, per lo più di grandi dimensioni, in cui lo spettatore può letteralmente "entrare" per immergersi con il corpo e con la mente nel mondo della Bourgeois. Esposto al pubblico anche uno dei lavori più iconici, la celebre scultura Spider, che l'artista intese come un omaggio alla madre. A corredo della mostra anche la sezione Didaktika, che focalizza l'attenzione sulle tematiche chiave attorno a cui si è sviluppato il lavoro della Bourgeois, anche attraverso alcuni testi scritti dall'artista. Nell'ambito di questa sezione verranno inoltre organizzati laboratori creativi nei quali i visitatori più giovani avranno a disposizione strumenti e materiali per realizzare le proprie sculture e installazioni.(ANSA). 

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