'Sfida' a Oxford, quel Van Dyck è Rubens

E al dipinto mancano pezzi. Il giallo delle colonne tortili

(ANSA) - FIRENZE, 22 FEB - E' una sfida alle autorità culturali d'Oltremanica: "Parlino e ammettano che il quadro di Oxford attribuito a Van Dyck e che invece è di Rubens". La lancia il collezionista Angiolo Magnelli alla vigilia della presentazione, domani a Firenze, del libro "Non gli ho detto del quadro di Oxford" di Carlo Titomanlio che racconta la sua vicenda. Magnelli da decenni si batte per affermare la verità su due dipinti: uno acquistato da lui nel 1970 a Londra, e che sarebbe la "Continenza di Scipione" di Van Dyck, e il quadro di Oxford, presentato con stesso titolo e autore ma che sarebbe di Rubens su un episodio della vita di Alessandro Magno. Il quadro in Inghilterra sarebbe stato tagliato nel dopoguerra sopra e ai lati della tela. "Devono dire dove sono finite le parti mancanti" che si vedono in una incisione del 1768 che lo riproduce per intero. Una delle parti escisse raffigurava colonne tortili vitinee, come in San Pietro, e che sarebbero un elemento per l'attribuzione a Rubens: sono presenti in ben 38 sue opere.
   

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