'Via!' al Museo di Roma in Trastevere racconta l'uomo di oggi

Dieci fotografi, cinquantadue settimane, due nazioni. Dall'estremo Nord della Germania alla punta dell'Italia, hanno raccontato la vita quotidiana sulla strada e hanno messo sotto gli occhi di tutti i dettagli che rivelano gli aspetti più singolari dell'umanità. "Via! - Fotografia di strada da Amburgo a Palermo" è il titolo della mostra, al Museo di Roma in Trastevere fino al 3 aprile, risultato di un progetto iniziato nella tarda estate 2014 che ha coinvolto fotografi tedeschi e italiani per poco più di un anno. Il Goethe Institut ha chiesto loro di captare e immortalare l'invisibile della vita di tutti i giorni per renderlo fruibile a tutti tramite un blog, che man mano ha raccolto le foto scattate in luoghi pubblici a Amburgo, Palermo, Napoli, Berlino, Roma e in altre città tedesche e italiane. A conclusione del progetto, è stata allestita la mostra che espone una selezione delle opere della stessa squadra di fotografi, composta da Fabian Schreyer, Siegfried Hansen, Guido Steenkamp, Marga van den Meydenberg, Michael "Monty" May, Umberto Verdoliva, Mary Cimetta, Stefano Mirabella, Michele Liberti e Giorgio Scalici. "Non era mai successo in Italia - ha detto all'ANSA il fotografo Umberto Verdoliva - che un ente privato utilizzasse la fotografia di strada per proporre la propria attività di promozione di lingua e cultura sul territorio". Gli scatti esposti nella mostra al Museo di Roma in Trastevere ritraggono insolite scene di vita quotidiana: gesti, dettagli architettonici, abitudini, evidenti segni della cultura di un popolo e di un'epoca che sembrano comporre la sintesi espressiva dell'uomo contemporaneo. Sono in parte fotografie umoristiche, quasi apologia dell'assurdo, e in parte immagini poetiche, in grado di stravolgere completamente il dato reale e creare nuovi punti di osservazione e di riflessione. Ne emerge una sostanziale somiglianza tra i luoghi e le situazioni di vita in Germania e in Italia e, al tempo stesso, la singolarità degli aspetti propri di un determinato territorio. La fotografia di strada, nonostante abbia costituito un genere grazie soprattutto ai lavori di Henri Cartier Bresson, Alex Webb, Elliott Erwitt, Robert Frank, Ansel Adams, è spesso considerata dalla critica più facile e banale della fotografia tradizionale. Eppure il suo carattere di immediatezza e l'obbligata rinuncia di un'attenzione ai tempi, alla prospettiva e all'inquadratura fa emergere sguardi fuori dal comune, la capacità di accorgersi e di fermare un attimo che fugge. "C'è bisogno di grande applicazione", ha detto Umberto Verdoliva. "Oggi fotografare le persone per strada è più difficile perché sono diffidenti, si chiedono chi sei e dove pubblicherai quelle foto", ha spiegato. La fotografia di strada richiede, quindi, "una sensibilità e una capacità di empatia che deve avvenire con gli occhi prima che con la macchina fotografica". L'impresa, secondo il fotografo, è individuare, nella vita delle persone, "quei momenti che sembrano banali ma sono straordinari", "rendere interessanti i momenti più semplici".(

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