Archeologo, mai preoccupati prima di coprire statue

   Gli iraniani "sono di cultura aniconica, per loro è proibito raffigurare immagini, anche la loro cultura figurativa e' senza immagini, perché per loro è peccato riprodurre l'immagine dell'uomo e di Dio. Però tante volte a Roma abbiamo avuto in visita alti esponenti dei governi di Teheran e mai ci si è preoccupati di coprire le nostre statue". L'archeologo Giuseppe Proietti, che è stato a lungo segretario generale del Mibact, per il quale ha avuto tra i tantissimi incarichi la responsabilità del Progetto italo-iraniano per il restauro della Fortezza di Bam in Iran, commenta con l'ANSA il caso delle statue dei musei capitolini 'coperte' da carton gesso per non offendere il premier Rohani in visita e non trova precedenti. Il rifiuto dell'arte figurativa, nella cultura iraniana, spiega Proietti, "non è tanto una questione di senso del pudore, quanto un precetto religioso, perché l'arte islamica è per dettame religioso un'arte aniconica, senza immagini umane". Anche ad Arg-e Bam, la spettacolare città deserto dell'Iran meridionale (la fortezza divenne la Fortezza Bastiani nel Deserto dei Tartari, il film di Valerio Zurlini tratto dal romanzo di Dino Buzzati e di alcune scene de La Mille e Una notte di Pier Paolo Pasolini) distrutta dal terremoto nel 2003 e in corso di restauro grazie a un progetto anche italiano "non ci sono opere d'arte, c'e' solo architettura. Per loro è peccato cercare di riprodurre immagini". E per quel che riguarda le donne, ricorda, "il precetto vorrebbe che ci si coprisse in modo tale da non indurre in tentazione". Comunque, a memoria dell'ex funzionario, non ci sono stati a Roma altri casi di opere d'arte nascoste per non offendere la sensibilità di ospiti iraniani. "Ricordo la visita del ministro degli esteri del primo governo cosiddetto riformatore - dice - venne al Museo di arte orientale dove si inaugurava una mostra di opere provenienti dall'Iran, ma dentro quel museo c'erano anche tante altre opere figurative, indiane, che non furono coperte". In altre occasioni, ricorda Proietti, esponenti del governo iraniano furono accolti anche nella sede del ministero, "dove forse non ci sono nudi, ma certo ci sono tantissime opere d'arte" ma anche in quei casi nessuna opera d'arte venne coperta.

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