Sorella Terra svela fragilità pianeta

A Roma le foto del National Geographic a Palazzo Braschi

I danni dell'inquinamento, il degrado ambientale, l'urbanizzazione selvaggia, l'emarginazione sociale. Nessuna parola e nessun dibattito a spiegarne i pericoli, ma sessanta fotografie che ritraggono, in maniera chiara e drammatica, la sofferenza e la fragilità del nostro pianeta. "Sorella Terra", la mostra di National Geographic Italia allestita a Palazzo Braschi fino al 28 febbraio, è una presa di coscienza immediata e di impatto su quanto sta accadendo nel mondo a causa di un irresponsabile deterioramento delle risorse naturali da parte dell'uomo. "La terra è ferita, serve una conversione ecologica", si legge nell'enciclica di Papa Francesco sulla Terra. E proprio al testo del pontefice National Geographic ha deciso di dedicare l'esposizione fotografica che apre in concomitanza con il Giubileo straordinario proclamato per la fine del 2015 e con l'accordo sul clima firmato da pochi giorni a Parigi. "Sorella Terra - ha spiegato il direttore di National Geographic Italia, Marco Cattaneo, durante l'inaugurazione della mostra - nasce da una fortunata coincidenza: quando nel mese di giugno è uscita l'enciclica Laudato Si', la redazione di National Geographic stava lavorando a una storia sul Papa che avrebbe pubblicato nel mese di agosto. In quel momento, il nostro caporedattore ha avuto l'intuizione di organizzare una mostra legata ai temi dell'enciclica, visto che sono assolutamente in comune con quella che è la nostra missione da sempre: la salvaguardia dell'ambiente, l'attenzione ai poveri, agli emarginati, ai migranti". La mostra non segue i capitoli ma il messaggio dell'enciclica di Papa Francesco che denuncia le gravi responsabilità della politica internazionale nello sfruttamento e nell' "abuso dei beni che Dio ha posto" nella Terra, che "è la nostra casa comune": Steve McCurry, autore della celebre immagine della bambina afghana, John Stanmeyer, che nella mostra di National Geographic espone anche la foto vincitrice del World Press Photo 2014, Mark Thiessen, Tyrone Turner, Mike Theiss, Luca Locatelli e molti altri, con i loro scatti, parlano di quella "sfida ambientale che viviamo" e delle "sue radici umane" che "ci riguardano e ci toccano tutti". I fotografi ci svelano, così, le sabbie bianche di Orange Beach, in Alabama, ricoperte di petrolio, una ragazza che si dondola sull'altalena di un parco giochi di Greensburg, in Kansas, pieno dei detriti lasciati da un tornado, i migranti somali che si riversano di notte sulle coste di Gibuti con i cellulari in alto, per captare il segnale e poter comunicare con i propri cari. Il percorso espositivo comprende anche alcune fotografie esclusive di Papa Francesco realizzate dal fotografo Dave Yoder, che ha seguito e documentato per quasi un anno la vita quotidiana del pontefice per un reportage esclusivo pubblicato da National Geographic. "Aspettiamo i risultati della conferenza sul clima - ha detto Cattaneo - anche se sarebbe stato opportuno un accordo più stringente: mettere un limite alla temperatura è un tantino velleitario, serviva un limite per le emissioni".
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