Matisse e il suo tempo in 100 capolavori

A Torino dal 12 dicembre opere dal Centre Pompidou

(ANSA) - ROMA - Circa 100 capolavori di Henri Matisse e dei suoi piu' celebrati contemporanei, quali Picasso, Renoir, Bonnard, Modigliani, Mir, Derain, Braque, Marquet, Le'ger, saranno in mostra dal 12 dicembre al 15 maggio a Torino, negli spazi di Palazzo Chiablese. Si tratta di una selezione straordinaria proveniente dal Centre Pompidou, in grado di indagare la produzione del padre dei Fauve in relazione al contesto artistico in cui si mosse e scoprire le sottili influenze reciproche o le fonti comuni di ispirazione, una sorta di 'spirito del tempo', che lo collega strettamente ai suoi compagni di strada.

Intitolata 'Matisse e il suo tempo', l'importante rassegna e' stata curata da Cecile Debray, conservatore Centre Pompidou, che ha messo a punto un percorso espositivo costituito da 50 opere di Matisse e da altre 47 realizzate dagli artisti a lui coevi, conservate nel museo parigino (che ha organizzato la mostra in collaborazione con 24 Ore Cultura e Arthemisia). Una serie dunque di eccezionali confronti visivi, in grado anche di mettere a fuoco momenti finora poco studiati, come il modernismo degli anni '40 e '50, che si snoderanno in dieci sezioni, secondo un ritmo cronologico intercalato da approfondimenti tematici. Si partira' con gli esordi di Matisse e i legami d'amicizia che stringe con gli altri allievi dell'atelier di Gustave Moreau all'cole des Beaux-Arts, il piu' liberale nella Parigi dell'epoca. Insieme dipingono una serie di quadri da medesimi soggetti: caffettiere, vedute della Senna, come in Pont Saint-Michel del 1900 o modelli in studio e sessioni di copie di dipinti al Louvre.

Ecco quindi la nascita del Fauvismo, durante un soggiorno di Matisse nel Midi nell'estate 1905. Il movimento prende corpo con una mostra al Salon d'Automne, nello stesso anno. Quei dipinti dai colori puri generano scandalo, come testimoniano opere quali 'Autoritratto' (1900) di Matisse e 'Il sobborgo di Collioure' (1905) di Derain. Il periodo successivo e' invece segnato dall'influenza cubista di Picasso, gia' esercitata prepotentemente su altri due fauve, Braque e Gris. Matisse inizia a dipingere finestre, tema ricorrente nella sua opera, e ritratti. Ma a Nizza, nel 1917, l'artista e' a una nuova ripartenza. Li' incontra Renoir, stringe amicizia con Pierre Bonnard e conosce nuove modelle, come l'italiana Lorette (rappresentata in 'Lorette con tazza di caffe''). La sezione sottolineera' il dialogo con i suoi predecessori impressionisti nel segno di un ritorno al classicismo degli anni '20, al pari di Derain e Picasso.

Seguira' una sezione dedicata al tema delle Odalische, ispirato dai suoi soggiorni in Marocco. Nella linea di Delacroix, Matisse rivisita l'esotismo dell'odalisca ('L'algerina') in opere caratterizzate dal gioco ornamentale e dal colore, cifra emblematica dell'arte edonista e raffinata di Matisse. Per lui ora si puo' parlare di successo (anche in termini economici) e di una vera e propria moda, che influenzera' lo stesso Picasso, presente in questa sezione con 'Nudo con berretto turco'. E se negli anni '30 Matisse concepisce la grande decorazione murale per il dottor Barnes, 'La danza', reinventando il proprio disegno che diviene autonomo, stilizzato, quasi automatico, nel decennio successivo torna alla pittura degli interni, a Vence, e pone nuovamente al centro del proprio lavoro il motivo della finestra ('Porta-finestra a Collioure').

La mostra procedera' con il 'Modernismo', che presentera' opere come 'Ragazza vestita di bianco, su fondo rosso' di Matisse e 'Il tempo libero - Omaggio a Louis David' di Le'ger, e si concludera' con il suo lascito all'Astrazione. L'artista, ormai molto ammalato, inventa per le sue creazioni una nuova tecnica, il guazzo ritagliato che gli permette di ritagliare "al vivo" nel colore. Un linguaggio espressivo che avra' conseguenze notevoli sul lavoro degli artisti delle generazioni successive, a partire dagli espressionisti astratti come Rothko e Sam Francis. (ANSA).

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