Silver, Lupo Alberto? Io da giovane ma ora è cambiato tutto

A Catania mostra 40 anni; fumettista, famiglia non è uomo-donna

    "La mia famiglia é quella tra due animali che appartengono a specie diverse. Quando si ama una persona per me ha pochissima importanza di che colore abbia la pelle l'altro, anche un alieno potrebbe essere funzionale alla costruzione di una famiglia". Questo il messaggio che con il suo personaggio vuole trasmettere Guido Silvestri, in arte Silver, il papa di Lupo Alberto, che oggi a Catania ha inaugurato una mostra che celebra i 40 anni del lupo innamorato della gallinella Marta. "Credo moltissimo nella famiglia - ha aggiunto Silvestri - penso che sia una missione costruirsela, e ritengo che la famiglia non sia necessariamente quella tra un individuo di sesso maschile e uno di sesso femminile". Parlando con i giornalisti Silvestri racconta che il suo personaggio é nato dalla sua "necessità di inventarsi un lavoro" quando aveva una ventina d'anni perché tutto quello che si prospettava per lui "ragazzo di provincia" non lo soddisfaceva. Dice di essersi dovuto "inventare questo mestiere, con alla base una grande passione per i fumetti". "Non vedevo per me - ha aggiunto - un futuro possibile che non fosse quello legato al fumetto, al racconto". Dice di aver scelto un lupo "perché affascina anche in modo negativo da quando siamo bambini" e di averlo scelto perché è un animale nel quale si "identificava parecchio, perché animale sia solitario ma che. Darsi un equilibrio anche vivendo in branco". "In questa condizione - ha detto - mi riconoscevo da giovane. Ero un solitario però anche amavo moltissimo stare in compagnia dei miei amici, giocare al pallone o andare in bicicletta". Il papà di Lupo Alberto "si riconosceva nel suo personaggio magari 40 anni fa". "I personaggi dei fumetti - dice - non crescono mai. Lupo Alberto aveva allora 25 anni e io più o meno avevo quell'età. Poi per me la condizione sociale e cambiata, mi sono sposato grande, sono anche cambiati i rapporti con la società mentre Lupo Alberto é rimasto una specie di emarginato che vive ai confini della società perché non vuole integrarsi per tutta una serie di motivi che erano i miei di quando avevo vent'anni. Ora non lo sono più e non c'è più questo immediato riconoscermi nel mio personaggio. Assomiglio di più al personaggio di Enrico la talpa. Se Lupo Alberto si fosse sposato, si fosse integrato, oggi sarebbe Enrico la talpa". Silvestri racconta che il colore blu è nato in maniera accidentale. "Lupo Alberto - dice - è nato in bianco e nero com'era di moda e le migliori strisce dell'epoca erano in bianco e nero. Il suo successo ha voluto che gli fosse dedicata una copertina che per forza di cose doveva essere a colori. Allora non c'era photoshop, si davano le indicazioni di colore in modo abbastanza sommario. Evidentemente ho dato delle indicazioni un po' confuse e mi sono trovato Lupo Alberto sulla copertina con questo colore molto improbabile''. "L'idillio tra lupo Alberto e la gallina Marta - spiega poi Silvestri - è nato come una battuta. nelle prime strisce succedeva che questo lupo entrava nel pollaio, rapiva la gallina e quando il pubblico si aspettava che se la mangiasse i due si baciavano teneramente e lei dice 'Alberto non possiamo continuare ad incontrarci così', una situazione molto borghese in un contesto così selvaggio. Alla fine questo amore tra i due è diventato il perno su cui si è messa a ruotare tutta la saga della fattoria''. Silvestri dice di rifarsi nelle sua strisce "più alla vita familiare che a quella di giovane scapestrato di un tempo. Non amo fare satira politica, mi piace fare riferimento a tematiche, problemi e situazioni che ci riguardano in po' tutti, al di la' della politica stretta. Non faccio mai battute sulla politica".(ANSA).
   

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