Barbareschi "Vogliono farmi chiudere l'Eliseo"

Dopo stop a emendamenti per Eliseo, annunciato tavolo Mibact

"Dicono di aver aperto un tavolo di trattativa. Ma con chi? A me non hanno detto niente. Ho provato a telefonare a tutti, ho cercato al ministero, ma nessuno sa dirmi nulla". E' un fiume in piena Luca Barbareschi all'indomani della bocciatura da parte delle commissioni congiunte Affari Costituzionali e Bilancio degli emendamenti al Milleproroghe che avrebbero dovuto salvare il suo Teatro Eliseo, con uno stanziamenteo di "quattro milioni di euro l'anno" per il triennio 2020-2022, per un totale di 12 milioni.
    Dopo il parere negativo del governo, ieri gli esponenti dell'opposizione, firmatari degli emendamenti, parlavano di "decisione politica". Ma il viceministro dell'Economia, Antonio Misiani, aveva annunciato la "disponibilità del ministro della cultura ad aprire immediatamente un tavolo, su un problema molto sentito dal governo e dai parlamentari". Dal Mibact però fanno sapere che il tavolo al quale si sta lavorando non riguarderà solo il caso di Barbareschi, bensì tutte le situazioni di crisi del teatro italiano, un intervento sul modello di quanto avviene in altri ministeri, prima di tutto il Mise, dove vengono affrontate tutte le crisi.
    "Nessuno ne sa nulla", ribatte intanto Barberschi, che completo scuro e kippah in testa convoca "urgentemente" una conferenza stampa. "Vogliono farmi chiudere questo teatro, ma chiuderò solo quando mi porteranno via di peso", tuona, sotto la gigantografia del francobollo emesso per i 100 anni dell'Eliseo nel 2018, ricordando che il teatro dà lavoro "a 80 persone più 320 di indotto ed è un polo di eccellenza, oltre che un gioiello storico della capitale". Passo passo, ricostruisce le fasi da quando a marzo 2015 lo prende in mano dal fallimento della precedente gestione e al costo di "5 milioni di euro, più un altro per la facciata" lo rende agibile e lo ristruttura completamente ("tutto a mie spese, senza toccare un soldo dei finanziamenti pubblici"). Elenca i numeri: 650 mila presenze per la prosa dal 2015, 180 mila per gli appuntamenti di Eliseo Cultura, Eliseo Ragazzi ed Eliseo Musica più i 5 mila abbonati della stagione in corso. A non far quadrare i conti sono i costi fissi che accumulano indebitamento. "Solo i pompieri, 450 mila euro al mese", dice. "Ieri pensavo che se raccontassi ciò che mi hanno detto negli ultimi tempi, qui viene giù il tempio e le colonne - prosegue - Ma non lo farò mai, io faccio l'attore, il mestiere più bello del mondo. Mi intristisce, però, non vedere qui amici che con me hanno lavorato tutti questi anni. Rubini mi ha bloccato sul cellulare. Martone, quando gli ho ricordato il mio sostegno ai tempi dell'Argentina, mi ha risposto: 'ma io non te l'avevo chiesto'". Il j'accuse, nomi e cognomi alla mano, è tutto contro "il teatro italiano che paga in nero", le società presentate come cooperative, i teatri nazionali che a fronte di ben più generosi finanziamenti "non hanno nemmeno una compagnia" o "vendono biglietti a 3 euro: questo è dumping", dice. E poi verso la sindaca Raggi o la Regione. "Se avessimo avuto sostegno dagli enti locali, forse, non avremmo avuto bisogno di altro". E le associazioni di categoria schierate contro di lui. Respinge al mittente le accuse di traffico di influenze illecite, per cui è "rinviato a giudizio ad aprile. Ho solo lavorato per il mio teatro, andando ai ministeri per preparare una legge, così come feci per la pedofilia o il tax credit. Se poi traffico di influenze vuole dire andare a far il mendicante - dice citando colleghi direttori - allora lo sto facendo. Ma non ho mai voluto togliere niente a nessuno: per me vanno dati più soldi a tutto il teatro italiano". Il futuro? "Prima di aprile non posso chiudere - dice - Non truffo gli abbonati. Dovrei mandare le lettere di licenziamento già domani, ma a chi, a gente che fa bene il suo lavoro?". D'altra parte, invece, "entro due mesi dovrei annunciare tutti gli avvenimenti della stagione 2020-2021 al ministero". Assicura che in ogni caso "tutte le compagnie verranno pagate". (ANSA).
   

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