Benigni premiato a Parigi, vi regalo il mio cuore

Prix Lumière alla carriera. Riconoscimenti a Ladj Ly e Polanski

"Grazie, ecco il mio cuore, ve lo regalo, potete farne ciò che volete". E' l'emozione di Roberto Benigni, che ha ricevuto a Parigi il premio alla carriera dalla giuria dei Prix Lumières, assegnati ogni anno dall'associazione della stampa estera nella capitale francese, per la sua opera "intensa e poetica". "E' magnifico ricevere questo riconoscimento nel Paese che è il tempio del cinema e che crea nella gioia la cultura", ha aggiunto il premio Oscar, atteso come superospite al Festival di Sanremo. Omaggio speciale anche al regista Costa-Gavras per il suo contributo all'influenza globale del cinema francese. Principali vincitori della serata sono stati Roman Polanski per il suo ultimo film "J'accuse" (L'ufficiale e la spia) e soprattutto "Les Misérables" di Ladj Ly, selezionato per gli Oscar per il miglior film straniero. Polanski, assente alla cerimonia e al centro di nuove polemiche per accuse di violenze sessuali, è stato premiato per la regia per il suo film, Gran premio della giuria della Mostra di Venezia a settembre, dedicato all'affaire Dreyfus. Premio della giuria a Cannes, "Les Misérables" di Ladj Ly è stato premiato con tre trofei Lumières (film, sceneggiatura e rivelazione maschile per Alexis Manenti). Trasmessa dall'Olympia a Parigi in diretta su Canal +, la cerimonia ha anche premiato "Ritratto della ragazza in fiamme" di Céline Sciamma con due riconoscimenti (migliore attrice per Noémie Merlant e miglior immagine per Claire Mathon). Roschdy Zem è stato premiato come miglior attore per la sua interpretazione in "Roubaix, une lumière" (Oh mercy!) di Arnaud Depleschin, mentre Nina Meurisse è stata incoronata rivelazione femminile in "Camille" di Boris Lojkine. Il premio Lumiere per il documentario è andato a "M" di Yolande Zauberman e quello per l'animazione a "I lost my body" (Dov'è il mio corpo) di Jérémie Clapin, in corsa per gli Oscar. Il trofeo per la migliore musica è stato assegnato ad Alexandre Desplat per "Adults in the Room" di Costa-Gavras. "Nevada" di Laure de Clermont-Tonnerre ha vinto il premio per il primo lungometraggio e "It must be heaven" (Il paradiso probabilmente) di Elia Suleiman quello per la migliore coproduzione internazionale. (ANSA).

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