Battisti presto anche in streaming, ora si può

Il liquidatore, sarà la Siae a gestire i diritti online

"La ringrazio di essersi ricordata di me, però mi dispiace, non ho letto nulla, le farò sapere". Raggiunta al telefono dall'ANSA, Grazia Letizia Veronese, la vedova di Lucio Battisti oggi settantacinquenne conferma l'attaccamento al riserbo che ha sempre avuto. Si dice all'oscuro della decisione presa da Gaetano Presti, liquidatore della Società Edizioni Musicali Acqua Azzurra, di restituire alla Siae il mandato per l'utilizzo dei diritti online del catalogo di Battisti, dando di fatto il via libera per lo sbarco sulle grandi piattaforme di streaming musicale da youtube a spotify delle tante indimenticabili canzoni che compongono i 12 album storici firmati da Battisti- Mogol.

    Quasi dieci anni fa era stata proprio la vedova di Battisti a revocare quel mandato alla Società degli autori e degli editori oggi presieduta proprio da Mogol, per affidarlo al figlio Luca, 48 anni, che da tempo vive a Londra. Se dalla Siae rifiutano ogni commento, dopo un'anticipazione pubblicata oggi sul Corriere della Sera una conferma che le lettere con queste indicazioni sono state effettivamente spedite arriva dal presidente della Sony, Andrea Rosi: "valuteremo nei prossimi giorni cosa si può fare, sempre naturalmente nel rispetto delle regole", si limita a commentare Rosi, che sottolinea: "noi abbiamo solo recepito questa decisione, credo si tratti di una buona notizia, ma le ripeto, dobbiamo avere il tempo di valutare".

    Tant'è. Negli ambienti musicali, la scelta del curatore fallimentare Presti viene considerata una decisione di buon senso. Anche nei confronti degli interessi economici dei soci, da tempo in lite, della società che fu di Battisti e di Mogol e che ora, dopo anni di scontri nelle aule di tribunale si sta liquidando. Gli incassi che in generale arrivano agli autori e ai loro eredi dall'online sono indubbiamente in crescita, negli ultimi cinque anni la raccolta di questi diritti ha fatto segnare in Italia anche un +35%. E le grandi piattaforme di streaming, viene fatto notare, contrattano le licenze, che sono licenze europee, solo con le grandi società di collecting, mai con i singoli com'è appunto Luca Battisti. Con la decisione di restituire alla Siae la gestione dei diritti on line quindi sarà davvero possibile trovare a breve su Spotify , Apple Music o Deezer, canzoni cult come Acqua Azzurra Acqua Chiara, Il mio canto libero, I Giardini di Marzo. Anche se è probabile che gli eredi stiano studiando in queste ore una contromossa legale come hanno fatto tante volte nell'infinita battaglia che accompagna l'eredita' 'musicale' del grande Lucio. All'origine della messa in liquidazione della Società c'è lo scontro tra la famiglia dell'artista e Mogol, autore dei testi dei suoi primi 12 album. Una causa civile nell'ambito della quale tre anni fa, era il luglio del 2016, il tribunale di Milano ha condannato la Edizioni Musicali Acqua Azzurra srl a pagare a Mogol 2,8 milioni come risarcimento danni, "per essersi resa inadempiente ai contratti di edizione musicale sottoscritti dal noto paroliere insieme a Lucio Battisti". La famiglia Battisti ha fatto appello, ma intanto un anno fa la società - su istanza della discografica Universal Ricordi che ne detiene il 35%- e' stata messa in liquidazione. La presenza di contenziosi legali in corso (oltre alla causa con Mogol ce ne sono anche altre) allunga i tempi e rende difficile al momento che il catalogo possa finire presto nelle mani di altre societa' di publishing.
    L'elenco dei pretendenti comunque, almeno a dire degli eredi, sarebbe lungo: dalla Sugarmusic di Caterina Caselli, passando per la Universal Music Publishing Ricordi, la Emi Music Publishing Italia, la Sony Publishing Italy e la Edizioni Curci.
    In tanti, sottolineavano tempo fa gli avvocati di Luca Battisti, si sono atti avanti con manifestazioni di interesse per acquistare le opere musicali di Battisti. Come finirà "lo scopriremo solo vivendo", la citazione è banale ma calzante.
   

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