X Factor, le scelte di Mara Maionchi e Asia Argento

I bootcamp, con le categorie Under Uomini e Band

Dopo le scelte di Fedez e Agnelli è il momento di scoprire su chi puntano Mara Maionchi e Asia Argento. In gara ci sono ancora 24 concorrenti e solo altri 10 posti per gli Home Visit. Ma per prima cosa è il momento dell’assegnazione delle categorie svelate da Alessandro Cattelan: alla veterana Mara vanno gli Under Uomini, mentre ad Asia toccano le Band. Ad iniziare è proprio la Maionchi con gli Under Uomini. A rompere il ghiaccio è Pietro Salvatore con Runnin’ di Beyonce: per lui tanti applausi e la prima sedia. Il secondo a salire sul palco è il ragazzo con la maschera, Christiano Almasio (in arte Alex Cliff), che propone Nido, il suo inedito in chiave rap che purtroppo non riesce a fargli conquistare un posto. Si prosegue con Riccardo Mercogliano, sedici anni, dalla provincia di Napoli che alle auditions aveva strappato 4 sì con una convincente interpretazione di Napul’è di Pino Daniele. Questa volta si presenta con Budapest di Ezra: qualche incertezza dovuta all’emozione costringono Mara a non dargli la sedia perché lo ritiene non ancora pronto per un’esperienza di questo tipo. Il riarrangiamento di Trinità di Gue Pequeno vale a Matteo Arua Novembre la seconda sedia. Subito dopo Mara assegna, con qualche riserva, anche la terza sedia: la performance di Leonardo Parmeggiani che canta Stay di Post Malone mette in risalto il suo timbro molto bello, ma anche la sua estensione vocale da migliorare. E’ il turno di Gilles Yahfa che non si accorge che la sua interpretazione del brano di Stromae è completamente fuori nota. Per lui la gara finisce qui. Arrivati a questo punto Mara ha ancora due sedie da assegnare. E’ il momento del “figlio d’arte” Leo Gassman con Kurt Cobain di Brunori Sas con la quale conquista la prima standing ovation della serata. La penultima sedia è la sua, anche se per Agnelli “è un po’ troppo impostato”. Alessio Selvaggio per Mara canta molto bene, ma non è quello che cerca per questa edizione di X Factor, non è sufficiente per passare il turno. Il giovane rapper Federico Orecchia in arte Boro Boro, come alle Auditions porta un altro inedito: Trapper. Una scelta che mette in crisi il suo giudice “Che cover ti posso far fare se decido di portarti con me? Perché questo è il programma”. Dopo questa riflessione decide di dire di no. L’ultima sedia va così a Pierfrancesco Criscitiello, nonostante un’esibizione non brillantissima di Father and son di Cat Stevens. Mancano ancora due artisti. Il penultimo è Anastasio che si era fatto notare alle audizioni con il suo inedito La fine del mondo. Questa volta opta per un’originalissima interpretazione di Generale di De Gregori che mette nuovamente luce le sue grandi doti di scrittura. Per lui seconda standing ovation della serata e sedia assicurata. Mara è costretta allo switch con Matteo Arua. Il Bootcamp di Mara si conclude con l’esibizione al piano di Emanuele Bertelli sulle note di Location di Khalid. Anche se ha solo sedici anni “è da live”, come riassumono le parole di Fedez. Switch con Pietro Salvatore.

Agli Home Visit per la squadra degli Under Uomini quindi ci saranno: Leonardo Parmeggiani, Leo Gassman, Pierfrancesco Criscitiello, Anastasio ed Emanuele Bertelli.

Tocca ai Dequivers aprire la categoria delle Band, il cui mentore è Asia Argento. Salgono sul palco con una cover di Because of you degli Skunk Anansie, per loro nessuna sedia, Asia non vede una possibilità di lavoro perché già troppo inquadrati. Arriva da Roma la seconda band, gli Akira Manera con Coccodrilli di Samuele Bersani: lontani dai gusti di Asia rappresentano una sfida. Si conquistano la prima delle 5 sedie. I Red Bricks Foundation – che alle audizioni avevano portato un loro inedito – si presentano con una cover degli Strokes. Asia crede in loro, così prendono posto sulla seconda sedia. A seguire l’esibizione del duo In the loop con Black hole sun dei Soundgarden. Nonostante non riescano ad eguagliare la loro performance alle audizioni ottengono la terza sedia. La sintonia della band dei Kafka sui pattini convince Asia, per loro c’è la quarta sedia. Mentre non c’è posto per i Carousel 47, che già non l’avevano convinta alle audizioni. Anche con i Bagles and Wine è in difficoltà: oltre ad essere lontani dai suoi gusti musicali, non hanno la presenza scenica che il giudice cerca in una band. Per loro niente Home Visit. Stessa sorte anche per i Moinè da Taranto che tentano di stupire con un cover di Amore che vieni amore che vai di De André. La voce graffiante della cantante dei Seveso Casino Palace è il marchio di fabbrica di questa band. Per loro standing ovation e ultima sedia. Gli Inquietude danno il tutto per tutto nella loro personalissima cover di Anna di Lucio Battisti. Asia non può che assegnare una sedia facendo switch con gli Akira Manera. I penultimi concorrenti sono i Moka Stone che hanno riscritto una strofa di uno dei brani più celebri dei Rage against the machine. “Per un giudice come me ci vuole un gruppo come voi” con queste parole Asia fa switch con i Kafka sui Pattini. Il Bootcamp si conclude con i Bowland e la loro cover di Maybe tomorrow degli Stereophonics. Ultima standing ovation e ultimo switch con In the loop.

La squadra della band agli Home Visit è quindi composta da: i Red Bricks Foundation, Seveso Casino Palace, Inquietude, Moka Stone e i Bowland.

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