Editoria: lettura notizie online, italiani ultimi

Ue, 'causa servizi a pagamento'. Italia male su tutto il digitale

Gli italiani non solo leggono pochi giornali cartacei, le cui vendite sono sempre più in calo, ma non si informano nemmeno su internet. Sono infatti gli ultimi in Europa per la lettura di notizie online, che continua a scendere di anno in anno probabilmente per la sempre maggiore introduzione dei paywall da parte dei media. Gli italiani sono però anche i penultimi tra i 28 per l'utilizzo di Internet in generale, confermandosi maglia nera per le competenze digitali.

    E' la fotografia scattata dall'ultimo rapporto della Commissione Ue sullo sviluppo digitale, che analizza vari aspetti - dalla diffusione delle infrastrutture tlc come banda larga veloce a quanti e come navigano sul web, a laureati ed esperti del settore sino a e-governement ed e-commerce - per definire l'indice di digitalizzazione di un Paese. E l'Italia, dal 2015, è sempre fanalino di coda, 25/a sui 28: a far peggio solo Bulgaria, Grecia e infine Romania. Gli ultimi dati raccolti da Bruxelles dimostrano che solo il 56% degli italiani che hanno utilizzato internet negli ultimi tre mesi ha letto notizie online. Si tratta della più bassa percentuale di tutti i Paesi Ue, che classifica gli italiani 28/i su 28, ancora in peggioramento rispetto ai valori del rapporto del 2017 che registravano il 60%, pari alla 26/a posizione sui 28. Una cifra ben lontana dalla media europea del 72%. La Commissione spiega così la ragione della continua emorragia di lettori sul web: "In Italia - afferma il rapporto - la lettura delle notizie online si colloca al di sotto della media Ue, probabilmente come conseguenza del crescente utilizzo di servizi a pagamento da parte dei media".

    Saldamente in testa alla classifica dei lettori più assidui dell'informazione sul web ci sono i lituani, con il 93%, che "ancora una volta sono i consumatori leader nell'Ue di contenuti informativi online". Seguono i croati, con il 91%, che si posizionano "secondi in Europa", poi i cechi, avidi lettori di giornali su internet con una percentuale simile e "ben al di sopra della media Ue", e infine i finlandesi e gli estoni, anche loro entro la soglia record del 90%. Oltre all'Italia, dall'altro lato della classifica ci sono i francesi, penultimi con il 61% e addirittura ultimi in Europa per l'uso dei social (meno di un francese su due connesso a internet li utilizza). I tedeschi, pur essendo 21/i su 28, arrivano al 74%, quindi sopra la media Ue, così come gli spagnoli, 17esimi con il 77%.

    Gli italiani si connettono a internet, quindi, non tanto per informarsi ma soprattutto per musica, video e giochi online (79%, 14/i), film e tv on demand (15%, 14/i) e, di nuovo in posizione di fanalino di coda, per i servizi bancari (43%, 23/i) e i social network (61%, 23/i). Infine, per lo shopping (salito al 44%, 25/i) e videochiamate (39%, 25/i). L'informazione resta quindi la terza attività principale svolta su internet dagli italiani dopo l'intrattenimento e i social. 

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