La rivincita di Torino,si guarda al futuro

Boom di presenze. Chiamparino, lavoriamo per risorse e solidità

   Il Salone del Libro di Torino chiude la trentunesima edizione con cifre record: 144.386 visitatori e 26.400 presenze agli eventi del Salone Off, numeri più alti del 2017. Squadra che vince non si cambia. Per questo alla guida della prossima edizione, che si terrà dal 9 al 13 maggio, resteranno il presidente Massimo Bray e il direttore Nicola Lagioia, "una coppia di fatto" come è stata ribattezzata.
    "Il marchio rimarrà in mano pubblica e l'organizzazione sarà affidata alla Fondazione per la Cultura", annuncia la sindaca di Torino, Chiara Appendino che rassicura anche i fornitori promettendo "una velocizzazione dei pagamenti". "Decisamente entusiasmante: non solo una 'grande rivincita' ma la certezza che il futuro di questa manifestazione si appoggi su un solido presente, fatto di grandi numeri, di visitatori in costante aumento, di espositori soddisfatti e finalmente uniti", commenta il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino.
    Non si prospettano, invece, novità sul tandem Torino-Milano e almeno per ora ognuno va avanti con la propria Fiera. "È un momento di grande vitalità per il libri. Sono state giornate splendide come quelle di Tempo di Libri e di Più libri più liberi di Roma", si limita a rispondere Ricardo Franco Levi, presidente dell'Aie, l'Associazione degli editori, che assiste alla conferenza stampa di chiusura. "Noi non possiamo dire no a chiunque voglia organizzare una fiera editoriale. Ce ne sono tante. Dialoghiamo con tutti. Certo, gli editori se il loro obiettivo è incontrare i lettori e vendere i libri hanno tutto l'interesse a venire qui", spiega Lagioia che sottolinea l'ottima sintonia fra grandi e piccoli nei cinque giorni torinesi. "E' un evento non replicabile altrove, il cui futuro va garantito", sottolinea l'assessora alla Cultura della Regione Piemonte, Antonella Parigi.
    Tocca alla sindaca Appendino scandire le tappe che porteranno a mettere in sicurezza l'organizzazione del Salone 2019, a partire dalla liquidazione generale della Fondazione per il Libro, e si scusa a nome della Città per il ritardo nella firma del contratto che ha compresso i tempi per l'allestimento commerciale e fieristico. E fa appello all'orgoglio della città come modello nazionale: "La comunità di Torino è un esempio per l'intero Paese", sottolinea. "Non amiamo parlare di evento - afferma Bray - ma di grande progetto culturale, di laboratorio di idee e contenuti. Questo lo hanno capito le migliaia di donne e di uomini che in questi giorni hanno fatto la coda e affollato i padiglioni del Lingotto. Sono tutti punti di una sottile linea rossa che unisce il Salone al suo futuro. Tutte le manifestazioni che hanno dato forza a questo Salone sono beni comuni della città e in quanto tali vanno tutelati".
    "Che il Salone sia un successo clamoroso è evidente: eventi sold out, code. Si può fare meglio ma è difficile fare di più.
    Rassegniamoci", conclude Lagioia. (ANSA).
   

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