Orchestra conquista il palco nell'Orphée di Gluck

Produzione londinese con la star Florez e Mariotti su podio

(ANSA) - MILANO, 22 FEB - Niente orchestra in buca: per l'Orphée et Euridice di Christoph Willibald Gluck, che debutterà il 24 febbraio alla Scala, i musicisti faranno parte dello spettacolo, letteralmente. E il pubblico potrà vederli mentre suonano sul palco, all'interno di un ponte mobile che sale e scende.
    "La musica è il centro della storia e quindi - ha spiegato John Fulljames che firma la regia con Hofesh Shechter - abbiamo pensato di mettere l'orchestra al centro della musica".
    Un'orchestra mobile, dunque, che sale ben al di sopra del palcoscenico e poi 'sprofonda' al di sotto, nell'Oltretomba.
    "E' la prima volta che la Scala mette in scena la versione francese - ha sottolineato il sovrintendente Alexander Pereira -. Questa è una produzione nata al Covent Garden di Londra che riunisce in modo intelligente tutto lo spettacolo in una unica immagine" fondendo orchestra, coro, balletto (con le coreografie di Shechter) e i tre solisti, ovvero Christiane Karg come Euridice, l'egiziana Fatma Said, ex allieva dell'Accademia della Scala, nella parte di Amore e Juan Diego Florez come Orphée.
    E' stato lui - che è uno dei tenori più famosi al mondo - a suggerire alla Scala di mettere in scena questa produzione a cui aveva già partecipato a Londra.
    "Questo è uno degli spettacoli più belli di tutta la mia carriera" ha assicurato lanciando un appello perché "questa produzione si deve registrare, mandare in streaming. Dicono che è costoso ma spero che i soldi si trovino". In realtà la cessione dei diritti streaming (finora non prevista) è una delle voci di cui sindacati e Scala stanno parlando nella discussione sul nuovo contratto. La Rai, che ha un accordo per registrare e trasmettere alcuni spettacoli fra cui la prima del 7 dicembre, non ha potuto renderli disponibili sulla sua piattaforma internet proprio per questo.
    In attesa dunque di poter vedere Orphée et Euridice in dvd, o su computer e smartphone, il pubblico assisterà a un lavoro nato "pensando al processo di Gluck per semplificare l'opera e renderla qualcosa di vero" ha spiegato Fulljames, un racconto quindi del dolore per la perdita dell'amato e dell'elaborazione del lutto. Un'esperienza che chiunque può provare e che riguarda l'umanità, al di là del tempo. Anche per questo le coreografie uniscono elementi diversi, dal tribale al contemporaneo. Ed è per questo che il direttore Michele Mariotti (reduce dal successo di Bohème a Bologna e per la prima volta a dirigere Orphée) non ha voluto usare strumenti d'epoca (se non timpani e trombini) ma quelli attuali "con uno stile consono, ma filtrato". "La musica di Gluck - ha concluso - è un mare in superficie sereno ma che in realtà nasconde violenza e tormenti: sono i rapporti fra le persone". Questa volta Mariotti può identificarsi anche fisicamente: si trova, infatti, nella stessa condizione di Orfeo, perché come il protagonista dell'opera non può vedere l'amata Euridice mentre esce dall'Ade, allo stesso modo lui mentre dirige dà le spalle ai cantanti. (ANSA).
   

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