Da Tortora a Paganini, l'epoca Bizzarri a Ducale Genova

Mostre, la grande storia e dialoghi e tutto quanto fa cultura

La rivoluzione è sempre romantica e spesso è causa di cose terribili e meravigliose. E' un leit motiv costante dell'uomo e quindi della storia e a questo è dedicato uno dei punti cardine del programma 2018 di Palazzo Ducale-Fondazione per la cultura di Genova che apre la stagione della presidenza di Luca Bizzarri. A sviscerare la rivoluzione, o meglio Le Rivoluzioni, sarà in aprile la rassegna 'La Storia in piazza', curata dagli storici Luciano Canfora e Franco Cardini. Il programma, presentato stamani dallo stesso Bizzarri con il sindaco di Genova Marco Bucci e gli assessori alla cultura della Regione Liguria Ilaria Cavo e del Comune Elisa Serafini, ha in sé qualche spirito d'insurrezione culturale: a parte le mostre, autoprodotte e di pragmatica fattura, come 'L'età dell'incertezza - Arte in Italia negli anni Venti' con l'esposizione di opere di Carrà, De Chirico, de Pisis, Donghi, Depero, Prampolini, Sironi, Oppi e altri grandissimi degli anni post Grande Guerra, cicli di film dedicati alla rivoluzione e dialoghi tra storici su passaggi decisivi nella storia d'Italia.
    Ancora, cicli di approfondimento sulle Città di Mare curati da Claudio Magris e Margherita Rubino. Ancora, a settembre tornerà il festival dell'editoria indipendente Book Pride.
    Ma Bizzarri ha voluto lasciare la sua impronta in questo programma che, come ha detto l'assessore Cavo, "tocca tutte le sfere" e inserisce un progetto da lui fortemente voluto: una mostra sul giornalista e show man genovese Enzo Tortora, un omaggio fatto di testimonianze e approfondimenti con materiali forniti da Teche Rai. Ma non basta: a novembre si inaugura la mostra su Niccolò Paganini e il suo mito, "la prima vera rockstar" come l'ha definita lo stesso Bizzarri che l'ha accostato alla sciamanica figura di Jimi Hendrix. La mostra è curata da Ivano Fossati. Non finisce qui. A ottobre Bizzarri e Tullio Solenghi cureranno il ciclo sulla 'Letteratura comica del Novecento', quattro incontri dedicati a temi che hanno reso teatro, cinema e letteratura strumento di diffusione della vis comica. "Una cosa sulla quale ho investito molto - ha detto Bizzarri -. Per la prima volta vorremmo far leggere a nostri colleghi attori romanzi che fanno ridere: Allen, Villaggio, Sedaris". Insomma, "vorrei che Palazzo Ducale fosse un luogo dove non si fanno solo mostre, ma dove si viene a vivere e a scambiarsi idee. Palazzo Ducale sta diventando Pop? No, sta diventando rock". E così si torna al concetto di Rivoluzione, parola che deriva dal verbo latino 'revolvere' che significa anche 'rivoltare'. Ma siccome la novità non esclude una certa continuità, il programma 2018 del Ducale ha un suo prodromo che nasce dalla precedente presidenza della Fondazione. Due mostre eccezionali: la prima (24 febbraio) dedicata al fotografo ungherese André Kertesz e la seconda (3 marzo) un'antologica - 80 opere - di Antonio Ligabue.
   

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