Emma Cline, "Vi racconto le mie ragazze"

Parla l'autrice americana best seller, "Elena Ferrante il mio mito"

 (ANSA) - ROMA, 26 SET - Non "c'è spazio per diventare semplicemente se stesse". Emma Cline, la scrittrice americana, 27 anni, diventata uno dei più grandi casi letterari degli ultimi anni con il suo primo ribelle romanzo 'Le ragazze' (pp 334, euro 18) dà voce all'adolescenza e a quello che significa diventare donne in un mondo dove il desiderio dominante è quello maschile.

Evie ha 14 anni, è in fuga, si sente sola, sta in un angolo e aspetta che qualcuno si accorga di lei. "Troppo spesso le ragazze adolescenti vengono trasformate in simboli o addirittura in stereotipi: la ragazzina brava, quella cattiva. In qualche modo devi sempre rappresentare qualche cosa agli occhi di uno sguardo maschile e alla fine non ti resta la possibilità, lo spazio, di conquistare la tua piena complessità di essere umano" dice all'ANSA la Cline, a Roma con il suo romanzo che sarà nelle nostre librerie dal 27 settembre, pubblicato da Einaudi Stile Libero nella traduzione di Martina Testa.

"E' come se dalla società arrivasse il messaggio di stare in attesa di essere riconosciute e questo passa molto spesso attraverso lo sguardo dei ragazzi. Uno sguardo che le ragazze interiorizzano. Tanto è vero che Evie non solo sta ad aspettare di essere vista, ma vede le altre donne quasi con uno sguardo da maschio", spiega l'autrice che è nata in California in una numerosa famiglia, ora vive a Brooklyn ed è un'ammiratrice di Elena Ferrante.

"Avevo presenti i libri di Elena Ferrante quando ho pensato di scrivere questo romanzo. I rapporti fra donne, in questo momento, sono al centro di tante opere letterarie anche nel nuovo libro di Zadie Smith che uscirà il mese prossimo nel mondo anglosassone. Non volevo al centro di questo romanzo una storia d'amore nel senso tradizionale del termine, ma indagare i rapporti di amicizia, competizione e anche amore fra donne" sottolinea la Cline.

Ambientato nell'estate del '69, in una comune hippy, che tra sesso e relazioni oscure ricorda quella creata sempre negli anni Sessanta in California dallo pseudo santone Charles Manson, 'Le ragazze' non vede al centro il leader della comunità Russell, un musicista senza talento. Sono le giovani donne del gruppo ad affascinare Evie, in particolare Suzanne e per avere la sua amicizia sarà disposta a tutto.

"Sono cresciuta in California e in particolare il nord del paese è stato il posto dove negli Anni Sessanta si è affermata la cultura hippy. Ho voluto andare alla scoperta di questo mondo. E' compito del romanziere entrare nelle coscienze e in epoche diverse. Ma quello che mi interessava era soprattutto scrivere una storia di adolescenti. Gli anni Sessanta come periodo storico in qualche maniera presentano lo stesso grado di estremità dei sentimenti di questa ragazza e sia per la mia protagonista che per il mio paese sono il momento della perdita dell'innocenza" racconta la Cline, jeans e maglietta nera, che mentre parla agita le mani e i suoi lungi capelli biondi.

Cline ha scritto 'Le ragazze' a 24 anni e il romanzo, tradotto in 35 paesi, è stato subito in vetta alle classifiche di tutto il mondo. Ora potrebbe diventare un film: "Sono stati acquistati i diritti per la trasposizione cinematografica da Scott Rudin. Quando mi hanno chiesto se volevo scrivere la sceneggiatura ho detto no. Ho passato anni a scrivere questo libro. Per me ora è più interessante lavorare su qualcosa di nuovo. Nel prossimo romanzo niente di storico e niente comuni", dice ridendo.

L'esperienza emotiva di Evie e l'intensità con cui si vive l'adolescenza sono il cuore de 'Le ragazze'. "Questa storia avrebbe potuto essere scritta mettendo in primo piano Russell, ma io non volevo scrivere la storia del leader di una comune californiana alla fine degli anni Sessanta. I personaggi principali sono quelli femminili, le figure maschili sono tutte secondarie", racconta la scrittrice che si sofferma anche sui rapporti tra le donne, come la madre di Evie, e le ragazze.

"La nostra società ha codificato certi tipi di rapporti: marito e moglie, relazioni familiari, sentimentali. Sono molto chiaramente definite e più o meno c'è consenso su che cosa sono e che cosa ci dobbiamo aspettare. Invece l'amicizia occupa un terreno molto più vago. E' una relazione volontaria e non è molto approfondita nella nostra cultura. Quale migliore strumento di un romanzo per andare a scoprire le dinamiche psicologiche che nasconde?"

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