Shakespeare: il Bardo fra leggende e supposizioni

Non è mai esistito, era cattolico, era bisex, morì per sbronza

 Della vita e della figura di Shakespeare si sa molto poco, anche se oggi qualcosa di più si è andato accertando, e così nel tempo su questo grande e prolifico autore (37 sono i suoi testi teatrali e oltre 150 i sonetti, più altre opere di cui si discute l'attribuzione) sono fiorite leggende e supposizioni e la curiosità è sempre viva e pronta a accogliere ogni sorpresa. Ogni tanto si scopre quello che viene definito il vero ritratto di Shakespeare o, come di recente, si parla del suo probabile corpo ritrovato nella tomba senza testa.
    Tra dicerie e supposizioni, alcune hanno avuto particolare fortuna: - Shakespeare non è mai esistito e quello identificato non ha mai scritto una riga, perché i veri autori delle sue opere furono, secondo le interpretazioni, Edward de Vere Conte di Oxford, Francis bacon o Christopher Marlowe che, dopo un duello, si finse morto e continuò a vivere sotto la falsa identità di Shakespeare.
    - Shakespeare, chiunque sia stato, ebbe diversi collaboratori. Può anche essere e lo Shakespeare Centre inglese afferma che "nessuno può pensare seriamente che sia di sua mano ogni parola di ogni sua opera".
    - Shakespeare era cattolico, il che, in epoca elisabettiana, era particolarmente sinonimo di traditore. Come prova c'è solo che lo spettro del padre di Amleto arriva dal Purgatorio, "costretto a digiunare tra le fiamme finché non siano arsi e purificati i delitti commessi in vita".
    - Shakespeare per alcuni era un soldato, dato il suo arrivo a Londra nel 1592 subito dopo la fine della guerra nelle Fiandre, per altri un insegnate elementare di campagna, o ancora un bracconiere pare processato per aver ucciso un cervo in una tenuta. - Shakespeare era bisessuale, visto che due terzi dei suoi sonetti amorosi sono dedicati a un bel giovane aristocratico.
    - Shakespeare morì per una sbronza presa assieme a Ben Jonson e al poeta Michael Drayton, che lo spinse a non fare attenzione, a prendersi una polmonite e spirare a soli 52 anni il 23 aprile del 1616. (ANSA).
   

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