Le due verità, visioni del futuro da thriller

Montanari, Safroncik, Romanoff su set opera prima 'under 35'

Un regista di 26 anni, Giuseppe Alessio Nuzzo, con una troupe di under 35 punta su un genere poco frequentato dal cinema italiano negli ultimi anni, il thriller psicologico, per la sua opera prima, Le due verità, sul set in questi giorni a Napoli. Realtà parallele, visioni, premonizioni sul futuro, si intrecciano nella storia di un 30enne intrappolato in una vita che vorrebbe diversa, interpretato da Francesco Montanari. Nel cast con lui Nicoletta Romanoff, Anna Safroncik, Fabrizio Nevola, e fra gli altri, in un cameo Maria Grazia Cucinotta.
    La produzione realizzata dal Social World Film Festival, la rassegna diretta da cinque anni da Nuzzo e dalla Pulcinella Film, è stata possibile grazie al progetto Film4Young con il supporto della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della Gioventù (200 mila euro di budget).

 


    ''Speriamo di debuttare a un festival, il sogno sarebbe Venezia, per uscire poi poco dopo, in autunno, la distribuzione già c'è'' dice il regista perfezionista all'ANSA sul set e visibilmente pieno d'entusiasmo, durante una pausa delle riprese in una clinica di Acerra. ''La nostra è una scommessa - dice -. Facciamo un genere che in Italia non c'è ma all'estero è molto amato, pensiamo a Vanilla Sky o Inception. Noi cerchiamo di rapportare questo tipo di racconto al cinema italiano''. Nuzzo vorrebbe che il pubblico uscisse dalla sala ''con qualche dubbio sulle proprie certezze''. Montanari (che a Venezia potrebbe arrivare con il nuovo film di Daniele Vicari, Sole, cuore, amore, interpretato insieme a Isabella Ragonese, ndr) ha accettato Le due verità proprio per la sceneggiatura: ''Nel film sono Gabriele, figlio di un imprenditore, alla guida dell'azienda di famiglia. Ha successo nel lavoro, ma dopo un viaggio in India entra in crisi, perché ha iniziato ad avere strane premonizioni sul futuro. Un evento gli farà rimettere in discussione tutte le sue scelte'' dice l'attore. ''In Italia, essere diretto da un regista di 26 anni è quasi un miracolo - sottolinea -. Ha scritto, con Toni Trupia, una storia molto umana, su un personaggio complesso, in un classico momento di passaggio, di crescita, che si ritrova in una solitudine estrema''.
    A interpretare Michela, la fidanzata di Gabriele è Nicoletta Romanoff: ''la mia è una parte che presenta più livelli psicologici, è come se incarnassi più ruoli - spiega -. Mi metto in gioco, ed è giusto farlo con un giovane che sperimenta''.
    Anna Safroncik invece è Aylin, pittrice che vive liberamente, ''e diventa una fonte d'ispirazione per Gabriele. Risveglia i suoi istinti artistici, lo ricollega alla vita che vorrebbe. E' un personaggio di donna positiva, forte e determinata, come piacciono a me''. Un ruolo simile lo interpreterà anche in ''La donna del mare, una fiction per Canale 5 su una pescatrice che deve trovare il suo spazio in un mondo di uomini. Inizieremo a girare quest'estate''.
   

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