E tu che lettore sei? Annusatore, da spiaggia o da rimorchio?

Trenta ritratti ironici e irriverenti. Parola di libraio

Il libro di carta ha vinto la sfida con gli eBook. Hanno scelto i lettori, con le loro diverse identità. Almeno trenta ce ne sono di tipi di lettori. Ci sono l’annusatore, l’immaginario, l’ossessivo, il disorientato, il feticista e l’innamorato. E tanti altri. Anche il lettore da rimorchio, da spiaggia o quello da tartufi e, ovviamente, l’insonne

A farne un ritratto ironico e irriverente Giovanni Previdi, scrittore e libraio bolognese, in un volumetto chiamato, per l’appunto, ‘Lettori, variazioni sul tipo’, edito da Gallucci. L’occhio del professionista per cogliere abitudini e vezzi dei lettori. Ben rappresentati dalla matita di Alessandro Sanna, illustratore e pittore.

“Sarebbe normale ritenere che, nei lettori, l’organo di senso più sollecitato sia la vista. Falso – sentenzia l’autore -. E’ l’olfatto”. Perché “per l’annusatore di libri poco conta quel che ci sia scritto dentro il volume: più importante, ai fini dell’acquisto, sembrerebbe l’evocazione di un profumo. Apre il libro (circa a metà), ci ficca dentro il naso, chiude gli occhi, inspira profondamente e comincia, inebriato, a sbattere le palpebre a gran velocità, come le ali di un colibrì che sugge il nettare”.

E che dire del lettore da rimorchio che, dopo vari avvistamenti in libreria, riesce a trascorrere una notte con la sua preda. E al mattino, uscito dalla doccia vuole strafare e le dice: “Adoro il Gattopardo di Calvino. L’hai letto?”. Lei si riveste e scappa via. Non si rivedranno mai più.

Il lettore da spiaggia, invece, dice Previdi, andrebbe beatificato, “al pari di un martire, visto ciò che deve patire: le urla di bambini scalmanati, le madri che li riprendono, le pallonate, gli schizzi d’acqua, i venditori ambulanti. Il più delle volte è costretto a leggere con un occhio solo a causa dell’accecante riverbero del mare. Il suo ritratto? “Non è snob, legge di tutto pur prediligendo romanzi gialli o rosa. Non ha il culto del libro come oggetto: orecchie, piccoli strappi, unto di crema solare o di supplì sulle pagine non lo turbano”.

Certo, poi, son problemi se in una famiglia di lettori accaniti nasce un figlio che non legge. “Avrà preso da un avo materno” pensa il padre. “Lo disconosco!” dice la madre. I suoi fratelli lo escludono dai giochi. Parte la subdola manovra di persuasione tipo libro sotto il vasetto della marmellata; ‘I promessi sposi’ per bloccare una porta che sbatte, ma anche Freud sotto il cuscino. Tutto inutile: lui preferisce leggere la vita osservando una grande ragnatela dietro il termosifone.

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