Oscar, irrompe Obama, "la diversità migliora l'arte"

Dopo la protesta contro le statuette "troppo bianche"

 (ANSA) - WASHINGTON, 28 GEN - Per il presidente degli Stati Uniti Barack Obama la questione e' 'complessiva' e la domanda da porsi e' quella di fondo: 'Stiamo dando a tutti le stesse opportunita'?'. Cosi' la discussione sugli 'Oscar troppo bianchi' da Hollywood si sposta a Washington con le telecamere puntate sul primo presidente nero degli Stati Uniti. Era solo questione di tempo prima che un parere su quello che e' il tema del momento nella comunita' delle star in America venisse chiesto ad Obama e l'occasione un giro di interviste con network tv da piu' angoli del Paese che - e' consuetudine- di tanto in tanto entrano alla Casa Bianca per portare il messaggio del presidente sui temi locali, cari ad ogni Stato. Ma se Hollywood e' quasi sinonimo di California, gli Oscar e il Cinema sono 'patrimonio globale', cosi' il presidente non si tira indietro e parla, irrompendo nell'infuocato dibattito che ha gia' visto schierati i nomi tra i piu' 'mitici' nell'immaginario collettivo. 'Credo che la California sia un esempio dell'incredibile diversita' di questo paese e questo e' un punto di forza. E credo che quando e' la storia di ciascuno ad essere raccontata cio' rende l'arte migliore', ha detto il presidente, diplomatico ma dritto al punto. 'Rende l'intrattenimento migliore e permette a tutti di sentirsi parte di un'unica famiglia americana. Per questo ritengo che nel suo insieme l'industria (del cinema ndr) deve fare cio' che si fa in ogni altro settore, ovvero cercare il talento e garantire un'opportunita' per tutti'. Quindi la conferma che la 'questione' non puo' che essere politica quando Obama sottolinea: 'Credo che il dibattito sugli Oscar e' in realta' l'espressione di una questione piu' vasta. Stiamo garantendo una giusta opportunita' per tutti?'. Una domanda aperta e l'invito ad una risposta da una fonte talmente autorevole che risulta quindi difficile per l'Academy adesso tirarsi indietro. Ma la polemica non si placa, perche' se da una parte e' gia' significativa la lista delle star che intendono boicottare la cerimonia per la consegna dei premi in segno di protesta (Spike Lee, Jada Pinkett Smit e Will Smith) e ancor piu' quella di chi ha espresso pubblicamente la delusione per l'approccio dell'Academy sul tema (George Clooney, Reese Witherspoon, Lupita Nyong'o), non manca chi liquida la faccenda. Lo fa senza mezzi termini il quattro volte premio Oscar Clint Eastwood: 'Migliaia di persone vorrebbero vincere un Oscar e non ce la fanno. E molte persone piangono perche' finora non l'hanno vinto'.(ANSA).

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