'Repubblica' festeggia 40 anni, comincia l'era Calabresi

De Benedetti ,lo consideriamo uno di noi. Messaggio di Mattarella

Una festa di compleanno, ma anche un passaggio di testimone. Seguendo la regola dei venti anni, quelli che sia il fondatore Eugenio Scalfari che il successore Ezio Mauro hanno passato alla guida del giornale, Mario Calabresi prende da domani, in occasione dei 40 anni della testata, il timone di La Repubblica.

"Calabresi è un professionista solido ed esperto - ha detto il presidente del gruppo Espresso, Carlo De Benedetti - lo consideriamo uno di noi. Saprà portare avanti il giornale senza rinnegare il suo dna". A celebrare il primo numero del quotidiano, arrivato nelle edicole il 14 gennaio 1976 e oggi in regalo con il giornale, oltre all'Ingegnere De Benedetti, ai tre direttori, anche le firme del giornale e tanti personaggi delle spettacolo in una serata all'Auditorium di Roma. Tra il pubblico la presidente della Camera Laura Boldrini, che ha ricordato il ruolo del giornale quale "strumento importante per capire il Paese in cui viviamo". Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha invece inviato una lettera ricordando come il quotidiano si sia "proposto come un contro potere e abbia tracciato nel suo percorso una propria idea di Italia".

Intervistato da Ernesto Assante e Gino Castaldo, Scalfari ha ripercorso i venti anni della sua direzione, a partire dalla fondazione del giornale. "Io ero anche proprietario con Caracciolo, mentre Ezio Mauro non ha avuto questo ruolo, ma metà di Repubblica l'ha fatta lui", ha sottolineato il giornalista, riferendosi poi al nuovo direttore: "per lui sono come un nonno. Un nonno pensa sempre ai nipoti e se sbagliano lo dice". Salutato da una standing ovation il fondatore ha lasciato il palco a Mauro. "In Repubblica è rimasto lo spirito di club - ha sottolineato - le persone vengono cooptate dalla redazione, non scelte dall'alto. C'è la consapevolezza di far parte di qualcosa di comune. Calabresi, ultimo a salire sul palco, ha risposto al fondatore, ricordando che "i nonni sgridano ma sono quelli che in fondo non sanno mai dire di no ai nipoti e che li viziano".

E' stato proprio il nuovo direttore a convincere Scalfari a continuare la sua rubrica della domenica. "Non avrei mai pensato di diventare direttore di Repubblica - ha detto ancora - se sono qui oggi lo devo ad Ezio ed al suo coraggio di scommettere sui giovani". In sala anche Roberto Saviano e molti dei giornalisti che hanno partecipato e che sono ancora protagonisti sulle pagine di Repubblica, ognuno dei quali ha registrato un piccolo videomessaggio.

Sguardo anche al futuro, con la presenza dell'inventore del World Wide Web, Tim Berners-Lee, intervistato da Riccardo Luna. Tanta musica con Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Alex Britti, Stefano Di Battista e Renzo Arbore con la band di Gegè Telesforo hanno dato il loro contributo anche Gigi Proietti, Paola Cortellesi, Riccardo Rossi e Fiorello, oltre al regista Giuseppe Tornatore.
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