Bastards Sons of Dioniso, il nostro rock in chiave acustica

Esce il 22 gennaio Sulla cresta dell'ombra, 7/o album della band

(ANSA) - ROMA - Un disco dall'impronta decisamente più morbida rispetto al passato, un album che è quasi una sorta di Greatest Hits, un lavoro dal taglio autobiografico che racconta anche di storie ed esperienze personali. The Bastard Sons of Dioniso, che il grande pubblico ha conosciuto nel 2009 grazie alla partecipazione a X Factor, tornano con un nuovo progetto, il loro settimo disco, dal titolo Sulla cresta dell'ombra, in uscita il 22 gennaio per l'etichetta Fiabamusic, (distribuzione Believe). Dodici tracce, che comprendono due inediti, una cover di Stephen Stills dal repertorio di Crosby Stills & Nash, e una selezione di brani presi dai precedenti album della rock band trentina, riarrangiate in chiave acustica e con l'apporto del Gnu Quartet.
    "Sì, proprio un disco acustico, noi che facciamo rock - sottolinea all'ANSA Jacopo Broseghini, che fa da portavoce anche per i suoi compagni Michele Vicentini e Federico Sassudelli -.
    Ma le nostre canzoni nascono sempre da chitarra e tre voci. E' un album in cui abbiamo ripercorso la nostra storia e in cui abbiamo inserito anche pezzi che non abbiamo mai eseguito sul palco e la cui costruzione emerge meglio nella versione acustica". A dare il titolo al disco è uno dei due inediti. "Per una volta siamo partiti dal concetto - quello di parlare un po' di noi e della nostra esperienza - e non dalla musica per questo brano, ma è stato un lavoro lungo", aggiunge il bassista dei Bastard Sons of Dioniso che spiega: "essere sulla cresta è un rischio, si può sempre cadere da un lato o dall'altro. E' un luogo dove è facile perdersi, ma è essenziale ritrovarsi". Echi lontani e nostalgici di quel successo e di quella popolarità immediata oltre i confini del Triveneto che diede loro il talent sei anni fa, sotto la guida della severa Mara Maionchi che bonariamente li aveva ribattezzati Bastardi? "No, affatto.
    Abbiamo partecipato a X Factor quasi per gioco - dice ancora Jacopo, che insieme agli due componenti del gruppo è testimonial dell'ADMO -. E' stata l'esperienza della nostra vita, divertente, emozionante. Nel bene e nel male. Abbiamo potuto avere un altro punto di vista sulla musica, quello delle logiche di mercato. E abbiamo capito ben presto che non c'era una progettualità sul lungo periodo da parte delle case discografiche, che costava puntare su di noi. E così abbiamo ripreso in mano il nostro futuro. Rimpianti? Nessuno. Abbiamo fatto scelte libere e consapevoli di cui ci sentiamo orgogliosi.
    Abbiamo sempre pensato che la nostra musica ci avrebbe portato dove volevamo andare. Ed è successo, siamo fortunati. Il nostro è un lavoro, e come tutti i lavori devi cercare di creare il bisogno, e il bisogno oggi si crea con la tv, la radio. Ma non crediamo ci sia una strada più giusta di altre".
    Una strada che nel loro caso finora, dalle Alpi del Trentino che appaiono anche nel video di Sulla cresta dell'onda ("i veri rocker vivono in montagna", scherza il bassista) non ha raggiunto la Riviera ligure. "A livello di tempistiche non ci siamo mai trovati con i tempi di Sanremo. Un paio di anni fa ci siamo presentati, ma poi presero i Perturbazione. Non c'è nessuna preclusione verso il Festival, anzi. Se possiamo esprimerci, facciamo qualunque cosa". (ANSA).
   

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