Caserma Polfer intitolata a Petri

Cerimonia presso stazione ferroviaria di Rifredi

(ANSA) - FIRENZE, 11 DIC - Nella figura di Emanuele Petri e del suo sacrificio "c'è tutta la dimensione del nostro lavoro, fatto da persone normali, i quali l'ultima cosa a cui pensano è diventare eroi, che pensano a tornare ai loro affetti e alle loro cose ordinarie: in questo sta la loro straordinaria eccezionalità, il loro straordinario valore". Lo ha detto Franco Gabrielli, capo della Polizia, intitolando la caserma della Polfer alla stazione di Firenze Rifredi al sovrintendente ucciso il 2 marzo 2003 in un conflitto a fuoco con esponenti delle Nuove Br. L'operazione, conclusasi con l'uccisione del brigatista Mario Galesi e l'arresto della brigatista Nadia Desdemona Lioce, dette impulso decisivo all'individuazione del gruppo terrorista responsabile degli omicidi di D'Antona e di Biagi. Emanuele Petri, ha sottolineato la vedova Alma, "credeva in quello che faceva, il senso della legalità, il senso della divisa l'aveva nel sangue. Non a caso anche suo padre era un poliziotto".
   

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