Una strage sul lavoro, basta morti

'Si continua a morire come 40/50 anni fa'

L'Anmil celebra a Palermo la 69ma giornata per le vittime degli incidenti sul lavoro e torna a chiedere interventi sulla sicurezza per ridurre le morti bianche e il bilancio delle vittime di incidenti, ancora molto alto. E sulla questione insiste anche il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini che a proposito di morti sul lavoro parla di "strage" con 17.000 decessi dal 2009.

Fanno eco il segretario della Uil Carmelo Barbagallo che chiede di "fermare questa strage" e la segretaria della Cisl, Annamaria Furlan, che sottolinea che si tratti di "una strage terribile. Come una guerra". L'Associazione dei mutilati e invalidi sul lavoro ricorda che a fronte di circa 645.000 denunce di infortuni, in Italia nel 2018, i casi mortali sono stati 1.218, una settantina in più rispetto al 2017, con una crescita annua del 6%.

Secondo i dati dell'Inail non ancora definitivi le morti sul lavoro accertate nell'anno sarebbero 704 con un aumento del 4%. Nei primi otto mesi del 2019 - segnala l'Anmil sulla base dei dati Inail - sono state presentate oltre 416.000 denunce di infortunio, con 685 episodi mortali (-3,9% sullo stesso periodo del 2018). Non possiamo tuttavia parlare - sottolinea il Presidente dell'Anmil, Zoello Forni - di miglioramento del bilancio infortunistico, dal momento che il dato riferito al 2018 è pesantemente influenzato dal tragico crollo del Ponte Morandi e dagli incidenti stradali avvenuti a Lesina e Foggia, eventi che da soli avevano determinato ben 31 morti sul lavoro". "Il fenomeno ci preoccupa molto - prosegue - proprio perché non cogliamo segnali per una prospettiva di miglioramento. Sono sempre più numerosi i lavoratori immigrati - sottolinea a proposito dei quattro lavoratori di origine indiana che hanno perso la vita di recente in provincia di Pavia - che perdono la vita in quelle attività estremamente gravose e pericolose che vengono a loro riservate da un sistema produttivo in cui permangono ancora ampie sacche di irregolarità".

A fronte per gli incidenti di un calo del 5,1% dei lavoratori italiani, si registra un aumento dell'1,6% di quelli di origine straniera. "Di fronte agli infortuni ed ai morti che non diminuiscono - avverte Forni - noi vogliamo dire oggi "basta morire per il lavoro". Non possiamo accettare di continuare ad essere i tristi notai che commentano i numeri della strage. Dobbiamo cambiare strategia, scendere in campo con nuove energie, lanciare un grande progetto per il Paese. Nessuno può ignorare la gravità di questi numeri né dimenticare che dietro ad ogni singolo incidente ci sono cause che potevano essere prevenute con adeguate misure di sicurezza, con la sensibilizzazione e la formazione, con i controlli e con tutti i mezzi che le norme ci offrono per evitare queste tragedie".

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