Serie A: Udinese Brescia 0-1, decide Romulo

Primo tempo con poche emozioni

Il Brescia passa meritatamente a Udine, grazie a una prestazione ordinata di fronte a una formazione orfana di De Paul che non tira in porta per tutta la partita e rimedia la terza sconfitta consecutiva, la seconda in casa. È passato solo un mese dal trionfo sul Milan ma sembra un secolo: squadra spaesata e già contestata dallo stadio per la scarsa voglia di lottare. Ne approfittano gli ospiti che tornano in Lombardia con tre punti d'oro dopo lo stop interno con il Cagliari. Parte forte il Brescia e al 6' Donnarumma ruba palla a De Maio che si addormenta in area su un retropassaggio innocuo: miracolo di Musso che mette in angolo. Per l'intera frazione sono gli ospiti a mostrare trame più efficaci e disponibilità al raddoppio sistematico e al sacrifico. Occupano meglio il campo e sono più propositivi anche se poco incisivi negli ultimi 30 metri. Bisogna aspettare il 39' per la prima conclusione dei friulani: Sema si libera sulla sinistra e crossa per Lasagna che gira al volo spedendo in curva.

 

I ragazzi di Tudor vanno negli spogliatoi accompagnati dai fischi della Dacia Arena. La ripresa parte con un brivido: al 2' Pussetto semina il panico e viene atterrato da Cistana. Valeri indica il dischetto ma Giua con l'ausilio del Var dice che il contatto è avvenuto fuori area. Sulla punizione conseguente Jajalo scalda i pugni di Joronen. Un minuto dopo Bisoli con un colpo a giro impegna Musso in una difficile parata a terra. Al 12', la svolta: Pussetto si invola e reclama un rigore per una leggera spinta da tergo. Valeri lo ammonisce per simulazione e sul rovesciamento di fronte Rómulo sorprende la difesa scoperta e tira da fuori area: la deviazione di De Maio spiazza Musso. Al 28' il Brescia potrebbe chiuderla: sugli sviluppi di un corner Sabelli tira una sassata che l'estremo difensore argentino toglie da sotto la traversa. Nonostante gli inserimenti di Barak - per un Fofana irritante - e Okaka, i padroni di casa non riescono a impensierire Joronen fino al disperato e confusionario assalto finale in cui Tudor getta nella mischia anche Nestorovski. Tutto inutile: in 90' nemmeno una chiara occasione da rete.

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