Avigdor Lieberman, il falco ago della bilancia

Da alleato a incubo di Netanyahu,a cui ha già detto no ad aprile

 Da 20 anni in politica, sempre nell'orbita di Benyamin Netanyahu, dallo scorso aprile Avigdor Lieberman si è improvvisamente trasformato nell'incubo del premier. In questi mesi, alla guida del partito russofono Israel Beitenu, ha saputo infatti collocarsi alla perfezione in uno spazio politico angusto, incuneato fra il Likud ed i centristi di Blu-Bianco. Da quella posizione, come confermano i primi exit poll di stasera in Israele, potrebbe essere in grado di decidere l'esito delle elezioni a seconda che i suoi seggi - tra gli 8 e i 10 - vadano a sostegno di Netanyahu oppure dello sfidante Benny Gantz, come appare più probabile.
    Alle elezioni di aprile scorso ottenne cinque seggi e proprio la loro inopinata mancanza impedì a Netanyahu di varare un nuovo governo. Per quale motivo si tirò indietro? Lieberman, nazionalista laico, spiegò che non si sentiva più di appoggiare un governo basato sul sostegno di rabbini ultraortodossi e di coloni con venature "messianiche". Inoltre, avendo già ricoperto incarichi di prestigio - fra cui ministro degli Esteri e ministro della Difesa - l'ingresso in un nuovo esecutivo di Netanyahu in un ruolo subalterno non lo interessava. Nato in Moldova 61 anni fa, Lieberman ha riscosso notevole popolarità fra gli ebrei immigrati dall'ex Urss per la sua viscerale avversione verso la sinistra socialista in quanto tale e, per esteso, verso i laburisti israeliani. Nei suoi messaggi ha calcato molto i toni nazionalistici (a tratti anche anti-arabi), combinandoli con un laicismo profondo. Attento a curare la propria immagine di falco ad oltranza, Lieberman - che da anni invoca la pena di morte per i terroristi palestinesi - motivò le proprie dimissioni dalla carica di ministro della Difesa accusando i vertici dell'esercito di aver intralciato i suoi progetti per un intervento militare in grande stile contro Hamas a Gaza. Poi biasimò Netanyahu per aver autorizzato l'afflusso verso Gaza di fondi del Qatar, malgrado insistenti lanci di razzi dalla Striscia. Negli ultimi mesi ha cercato di guadagnare sostegno fra i centristi israeliani e anche in parte a sinistra innestando un'aspra campagna contro gli ebrei ortodossi, da lui dipinti come una comunità che non contribuisce come dovrebbe né alla sicurezza né all'economia del Paese. Lieberman si presenta come l'artefice di un vasto governo "laico liberale" che includa, oltre al suo partito, anche Blu-Bianco ed il Likud. In pratica, sospettano vari analisti, sta gettando le basi per una candidatura alla carica di premier.(ANSAmed).
   

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