Crisi governo, Salvini, Di Maio, Conte, Mattarella

Ore di tensione altissima nel governo con la situazione che sembra precipitare, scambi di accuse tra gli alleati della maggioranza e la Lega che evoca esplicitamente le elezioni. Nel pomeriggio un vertice a Palazzo Chigi tra il premier, Giuseppe Conte, e il vicepremier Matteo Salvini. 

"Andiamo subito in Parlamento per prendere atto che non c'è più una maggioranza, come evidente dal voto sulla Tav, e restituiamo velocemente la parola agli elettori". Lo scrive in una nota Salvini.

"Inutile andare avanti a colpi di NO e di litigi, come nelle ultime settimane, gli Italiani hanno bisogno di certezze e di un governo che faccia, non di "Signor No. Non vogliamo poltrone o ministri in più, non vogliamo rimpasti o governi tecnici: dopo questo governo (che ha fatto tante cose buone) ci sono solo le elezioni". Lo scrive in una nota Matteo Salvini.

"Sono tranquillo, stiamo lavorando per il Paese. Ci sono dei colloqui in corso ma io sono pagato per lavorare per gli italiani". Lo sottolinea Luigi Di Maio interpellato dai cronisti nei pressi di Palazzo Chigi. Di Maio è uscito alcuni minuti per andare a prendere un caffè in un bar nelle vicinanze. A chi gli chiede di un'eventuale parlamentarizzazione della crisi Di Maio replica: "non ragiono con i "se"".

Giornata difficile? "Ma no, io sono traquillo e sono al lavoro. Più tardi vado al compleanno di mio fratello, tra l'altro sarà una festa plastic free". Lo sottolinea il vicepremier Luigi Di Maio interpellato dai cronisti nei pressi di Palazzo Chigi. E Di Maio, rivolgendosi ai giornalisti, sottolinea: "vi ringrazio per il lavoro che fate, mi dispiace che vi stiamo rovinando qualche giorno di ferie".

"Siamo pronti alla sfida. Nelle prossime elezioni non si deciderà solo quale governo ma anche il destino della nostra democrazia,della collocazione internazionale del nostro Paese. Il Pd chiama a raccolta tutte le forze che intendono fermare idee e personaggi pericolosi. Da subito tutti al lavoro,insieme,per fare vincere l'Italia migliore". Lo scrive su Facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti.

Conte ha visto questa mattina il Capo dello Stato. Si è trattato di un colloquio informativo per fare il punto della situazione. Non si è quindi parlato di apertura di crisi e tanto meno di dimissioni del premier. Sono fonti leghiste a sottolineare che Salvini è contrario a ogni ipotesi di rimpasto, in qualsiasi forma.

L'auto del premier percorre via della Dataria dopo il colloquio con Mattarella 

Una nota ufficiale della Lega chiarisce: "L'Italia ha bisogno di certezze e di scelte coraggiose e condivise, inutile andare avanti fra no, rinvii, blocchi e litigi quotidiani. Ogni giorno che passa è un giorno perso, per noi l'unica alternativa a questo governo è ridare la parola agli italiani con nuove elezioni". Il Carroccio smentisce indiscrezioni, secondo cui Matteo Salvini avrebbe chiesto le dimissioni del premier o starebbe valutando l'ipotesi di ritirare la delegazione dei suoi ministri dal governo. "Parliamo solo attraverso note e fonti ufficiali", sottolineano da via Bellerio.

Gli alleati di governo vogliono chiarezza. "La nota della Lega è incomprensibile. Dicano chiaramente cosa vogliono fare. Siano chiari", afferma una nota del movimento.

"C'è la consapevolezza e la presa d'atto - precisa la Lega - che, dopo le tante cose buone fatte, da troppo tempo su temi fondamentali per il Paese come grandi opere, infrastrutture e sviluppo economico, shock fiscale, applicazione delle autonomie, energia, riforma della giustizia e rapporto con l'Europa tra Lega e 5 Stelle ci sono visioni differenti. Il voto di ieri sulla Tav ne è solo l'ultima, evidente, irrimediabile certificazione". 

Dopo la giornata di mercoledì che ha visto ha bocciatura al Senato della mozione Cinquestelle contro la Tav, Conte e i due vice hanno annullato tutti gli impegni previsti in agenda. Di Maio ha incontrato questa mattina i capigruppo M5S Francesco D'Uva e Stefano Patuanelli a Palazzo Chigi. 

"I giochini di palazzo non ci sono mai piaciuti e questo dibattito sulle poltrone inizia a stancarmi. Siamo andati al governo non per chiederle, ma per tagliarle. E lo abbiamo messo nero su bianco nel contratto, insieme alla Lega": ha scritto su Facebook Di Maio.

 

 

"Leggiamo dai giornali di possibili crisi di governo - rilevano fonti di governo del M5s -. Il Movimento è al lavoro come ogni giorno per il Paese e dunque lo è anche il capo politico, Luigi Di Maio. Chiunque oggi aprisse una crisi di governo, l'8 agosto, si assumerebbe la responsabilità di riportare in Italia un governo tecnico. Sarebbe folle". 

"Non andare avanti significa tradire il mandato" che mi hanno dato i cittadini, che è quello di "ridurre i pedaggi e aumentare la sicurezza": ha detto il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli in conferenza stampa al ministero. A chi gli chiedeva quanto tempo avesse per completare i suoi obiettivi, Toninelli ha risposto: "Non voglio parlare di altro se non di concessionarie autostradali e sicurezza".

In linea il viceministro all'Economia, Laura Castelli, sempre M5s: "Per noi si va avanti, c'è un contratto di governo. Abbiamo battaglie molto importanti ancora da fare soprattutto di lungo respiro perché questa è la politica del M5S per la sostenibilità dei cittadini e delle imprese. Sulla riduzione delle tasse c'è una manovra alle porte molto corposa che abbiamo tutta l'intenzione di portare avanti. Ai giornalisti piace parlare di spaccatura. E' la politica che dialoga, che ha i toni e quello che state vedendo". 

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