Maltempo: 150 gli evacuati nel Lecchese

Soccorso alpino impegnato da ieri sera per esondazione

E' stato nuovamente messo in ginocchio dal maltempo ma sta lottando con tutte le sue forze, il territorio montano di Casargo, centro dell'Alta Valsassina in provincia di Lecco, da ieri sera alle prese con l'ennesima ondata di maltempo tradottasi in esondazioni, smottamenti e frane. Questo mentre di nuovo oggi pioggia e vento sono tornati a creare problemi in regione: a Rudiano, nel bresciano, sono stati scoperchiati i tetti di una palazzina e di una casa di riposo. A Monza, dove sono crollati diversi alberi, un enorme pino è caduto su una casa danneggiando i balconi.

E i calcinacci hanno ferito una mamma che passava con i due figli di 11 e 13 anni. Nessuno è in gravi condizioni ma la tredicenne ha riportato un trauma cranico e lesioni alla schiena e a una caviglia. I danni a Casargo sono valutabili nell'ordine di diversi milioni di euro. Non si sono registrati feriti, ma le persone sfollate dalle loro abitazioni sfiorano quota 150. Il paese ieri sera è stato invaso da colate di fango e detriti che hanno distrutto decine di auto in sosta,ricoperto le tombe del cimitero, danneggiato strutture, case, ditte e divelto muri e recinzioni. In quota - Casargo si trova a 804 metri ma sono molte le frazioni più alte - si registrano grosse difficoltà anche negli alpeggi. Stesse difficoltà segnalate anche in altri comuni della zona, già colpiti dalle alluvioni delle ultime settimane. Sistemati inizialmente nel locale centro di formazione alberghiera, gli evacuati hanno poi trovato in parte sistemazione da parenti in attesa dell'evoluzione delle condizioni meteo, ancora altamente instabili nella giornata odierna. I villeggianti, in parte hanno lasciato il paese.

Il sindaco Antonio Pasquini - a cui è arrivata la solidarietà del governatore Attilio Fontana e l'assicurazione dell'impegno della Regione per riportare la situazione alla normalità - da un lato ringrazia le centinaia di persone che si sono mobilitate per cercare di ridare fiato al paese e dall'altro sottolinea la necessità di risorse per evitare ulteriori problemi. Nella zona sono state dispiegate decine di unità della Protezione civile, dei Vigili del fuoco e delle forze dell'ordine oltre alle centinaia di volontari locali e del resto del territorio. La circolazione stradale in tutta la zona resta estremamente precaria e l'invito è quello di evitare di muoversi, ove possibile. Gli abitanti si danno da fare, spalano fango e guardano verso il cielo, sperando nel ritorno del bel tempo. Ma tutti, sanno che ci vorrà programmazione e serviranno interventi urgenti - soprattutto di pulizia degli alvei e contenimento dei versanti più a rischio - per evitare di ritrovarsi a breve di nuovo in situazioni tanto gravi.(

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