I curdi vogliono una corte internazionale per l'Isis

L'inviato Usa, rimarremo nella regione ma con numeri limitati

(di Lorenzo Trombetta)

BEIRUT - Le forze curdo-siriane hanno chiesto oggi la creazione di un tribunale internazionale che giudichi i crimini commessi in più di cinque anni dall'Isis tra Siria e Iraq. E invitano la "comunità internazionale" ad assumersi le proprie responsabilità nei confronti dei numerosi jihadisti catturati negli ultimi mesi di battaglie e ora detenuti nella regione semi-autonoma curdo-siriana.

L'appello delle autorità curde di Siria, dominate dall'ala locale del Pkk anti-turco e sostenute militarmente dagli Stati Uniti, giunge nel giorno in cui emergono inquietanti le dimensioni della tragedia umanitaria in corso nell'est della Siria, dove decine di migliaia di civili, fuggiti dalle zone ora ex Isis sono ammassati, senza un vero e proprio sostegno internazionale, in un campo profughi al confine con l'Iraq.

Le forze curdo-siriane affermano che tra le oltre 70 mila persone, per il 90% donne e bambini, ci sono circa diecimila familiari e sostenitori del 'Califfato', considerato sconfitto militarmente, ma ancora vivo come insurrezione datasi alla macchia in tutta la valle dell'Eufrate tra Siria e Iraq.

E proprio in Iraq si nasconde, secondo fonti dell'intelligence irachena, il 'califfo' Abu Bakr al Baghdadi. L'inviato speciale Usa per la Siria, James Jeffrey, ha oggi ammesso che gli Stati Uniti non sanno dove si trovi Baghdadi. Secondo l'Iraq, il leader dell'Isis è nascosto nel deserto dell'Anbar nell'Iraq occidentale. E da lì, dove tutto era iniziato nel 2013, riorganizza l'insurrezione armata.

Sempre Jeffrey è tornato oggi sulla questione del ritiro americano dalla Siria. "Le nostre forze rimarranno in numeri limitai nel nord-est e nella zona di Tanf", ha detto l'ambasciatore Usa in riferimento all'area controllata dai curdo-siriani e a quella al confine tra Siria, Giordania e Iraq e dove Washington vuole limitare l'espansione russa e iraniana.

Ma le forze curdo-siriane, elogiate dagli stessi Usa per aver contribuito a eliminare militarmente lo 'Stato islamico', si preoccupano delle migliaia di jihadisti nelle carceri nella Siria orientale. Serve un "tribunale che sia giusto e che rispetti il diritto internazionale" per giudicare i criminali dell'Isis, hanno detto le autorità curde.

Molti miliziani sono di nazionalità asiatiche, russe, ma anche europee, e occidentali in generale. "La comunità internazionale - hanno detto i curdo-siriani - deve farsi carico di sostenere la creazione della corte internazionale", affermano le autorità curdo-siriane, che chiedono un "appoggio logistico e di coordinamento".

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