Giornata contro la violenza sulle donne, le scuse del Papa

Mattarella: 'Tragicamente alta, stop a pregiudizi e stereotipi'. Bonafede: 'Misure nel prossimo Consiglio dei ministri'

Una donna che nella primavera scorsa, a Salerno, è stata sfigurata con l'acido dal marito ha reso nota una lettera inviatale l'11 giugno da papa Francesco. Filomena Lamberti, questo il suo nome, l'ha letta durante la trasmissione di Rai Uno "A Sua Immagine", dedicata alla Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. "Le chiedo scusa e prego per lei affinché il coraggio che le ha ridonato singolare bellezza diventi uno schiaffo all'indifferenza", ha scritto il Pontefice nella lettera.

Un fenomeno ancora tragicamente alto, la cui denuncia è ancora troppo reticente, afferma il capo dello Stato Mattarella, che sollecita il superamento delle discriminazioni, dei pregiudizi e degli stereotipi sui ruoli e sulle attitudini basati sull'appartenenza di genere, iniziando dall'infanzia e dalla scuola.

"La violenza sulle donne - ha detto il capo dello Stato - purtroppo non conosce confini geografici, distinzioni di classe o di età: è iscritta in tante singole biografie". "In ogni sua forma, fino all'omicidio, non è mai un fatto privato né solo conseguenza di circostanze e fattori specifici, ma si inscrive in una storia universale e radicata di prevaricazione sulla donna. Ogni ferita fisica e psicologica inferta a una bambina, ragazza o donna, ogni ingiustificata svalutazione delle capacità femminili - spiega il capo dello Stato - sono forme di oppressione antica che rendono le donne meno libere, meno uguali, subalterne, infine vittime".

Intanto il ministro della Giustizia Bonafede annuncia intanto che le misure sul 'Codice rosso' contro la violenza alle donne per dare una corsia preferenziale a denunce e segnalazioni saranno dell'ordine del giorno del prossimo Consiglio dei ministri. 

A luglio scorso - dice Bonafede - erano già 130 i femminicidi registrati nei 12 mesi precedenti. Purtroppo si è a una media di 150 l'anno, quasi uno ogni due giorni. Sono le cifre ricordate dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede in un post su Fb in cui annuncia che le misure sul "codice rosso" saranno al prossimo Cdm. Bonafede sottolinea che si tratta di "omicidi consumati nei contesti familiari, per mano di mariti o partner, ex o altri familiari. Le sentenze ci dicono che sul totale delle condanne per omicidi di donne, l'85 per cento sono classificabili come femminicidio, perché avvenuti in ambito familiare o all'interno di relazioni sentimentali poco stabili. Nel 2017 sono state 2.018 le sentenze definitive per violenza sessuale, 1.827 quelle per stalking".

"D'accordo con i ministri - conferma su twitter il premier Conte - Bonafede e Bongiorno martedì approveremo in Cdm il 'Codice rosso' contro la violenza sulle donne. Offriremo una corsia preferenziale alle denunce, imporremo indagini più rapide. Lo Stato è dalla parte delle donne. Vinciamo insieme #lapartitaditutti". 

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