Ilaria Alpi, si valuta la riapertura del caso

Trovate nuove carte con intercettazione del 2012 tra somali che parlano dell'omicidio

Nuovi documenti inediti potrebbero riaprire l'indagine relativa all'omicidio della giornalista del Tg3 Ilaria Alpi e dell'operatore Miran Hrovatin, avvenuta il 20 marzo del 1994 a Mogadiscio, in Somalia. Si tratta di una serie di intercettazioni che risalgono al 2012 tra soggetti somali che in Italia parlavano della morte della Alpi e del cameraman.

    L'incartamento, proveniente dalla Procura di Firenze, è stata depositato oggi dal pm Maria Rosaria Guglielmi al gip nell'ambito dell'udienza fissata per discutere la richiesta di archiviazione che era stata avanzata nel luglio scorso dai pm romani. Il giudice Andrea Fanelli, alla luce di questa novità e dei documenti depositati dai legali della famiglia Alpi, ha aggiornato il procedimento al prossimo 8 giugno. "Non voglio fare alcun commento, perche' mi sono illusa troppe volte", ha detto Luciana Alpi, mamma della giornalista.

L'intercettazione è tra le carte di un'inchiesta della procura di Firenze su un traffico di camion dismessi dell'Esercito italiano verso la Somalia. Alcune settimane fa la procura di Firenze ha trasmesso alla procura di Roma gli atti dell'inchiesta sul traffico di mezzi militari italiani che ha visto 15 indagati, per 4 dei quali, tutti somali, il pm Giuseppina Mione ha chiesto il processo.
   
   "Sono venuto qui oggi per dare sostegno a Luciana, la mamma di Ilaria Alpi, e per avere giustizia dopo tanti anni. Luciana e il papà di Ilaria, Giorgio, mi hanno sempre aiutato e hanno sempre sostenuto la mia innocenza, fin dal primo giorno". E' quanto detto da Omar Hashi Hassan, il somalo che ha scontato da innocente quasi 17 anni di reclusione dei 26 inflitti per duplice omicidio, che oggi ha partecipato al sit in svolto fuori il tribunale di Roma in concomitanza dell'udienza davanti al gip. Nei giorni scorsi Hassan ha ottenuto in via equitativa dalla Corte di Appello di Perugia un risarcimento di 3,1 milioni per "errore giudiziario".

   "La famiglia Alpi - ha raccontato - chiese da subito che venissi scarcerato, perché era convinta della mia innocenza, e mi è stata vicina fino all'assoluzione. È giusto che anche lei abbia giustizia e che l'inchiesta non venga archiviata, e io voglio essere al suo fianco". In riferimento al risarcimento, Hassan ha spiegato che "i tempi saranno lunghi perché come dice il mio avvocato Tonino Moriconi, il ministero della Giustizia deve prevedere un accantonamento ad hoc di questa somma".

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