Vino adulterato: chiesti 9 rinvi a giudizio

Molto veniva esportato, inchiesta condotta dalla Dda di Firenze

(ANSA) - FIRENZE, 23 GEN - Commercializzavano vino di bassa qualità, adulterato con l'aggiunta di alcol, che poi veniva venduto come Chianti doc, Brunello di Montalcino o Sassicaia. Al termine dell'inchiesta condotta dai carabinieri del Gruppo tutela della salute di Roma e del Nas di Firenze e coordinata dalla Dda fiorentina, il pm Giulio Monferini ha chiesto il rinvio a giudizio per 9 persone. Il gip Fabio Frangini ha fissato la prima udienza il 5 aprile. L'inchiesta, avviata nel 2015, portò all'arresto di 3 persone (poi ai domiciliari) mentre altre 7 vennero iscritte nel registro degli indagati. Le accuse vanno dall'associazione per delinquere per frode in commercio alla contraffazione di marchio e origine del vino, dalla frode in commercio alla vendita di sostanze non genuine e riciclaggio.
    Il vino dopo essere adulterato veniva imbottigliato in un'azienda di Empoli, dove poi erano apposte false etichette prima di inviarlo a dei depositi in Lazio e Emilia Romagna. Da qui partiva per l'estero, in particolare per il Costa Rica.
   

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