Le stragi del '93, sette attentati in 11 mesi

La stagione delle autobombe iniziata con l'attentato di Via Fauro a Roma

La notte tra il 27 e il 28 luglio del 1993, l'Italia venne travolta dagli attentati di Roma e di Milano. Cinque morti in via Palestro, nel centro di Milano, e i feriti di Roma, dove vennero profanate l'Arcibasilica Lateranense e l'antica chiesa di S. Giorgio in Velabro.

Attentati compiuti dopo due mesi dall'autobomba di via dei Georgofili, a Firenze, la notte del 27 maggio: 5 morti, 37 feriti, danni incalcolabili al patrimonio degli Uffizi.

Una stagione, quella delle autobombe del '93, inaugurata con l'attentato romano di via Fauro, il 14 maggio, con 24 feriti (probabile obiettivo Maurizio Cosanzo), e che comprende anche un fallito attentato allo stadio olimpico, nell'autunno del 1993, ed un altro, pure questo andato a vuoto, al pentito Totuccio Contorno, poco dopo.

Sette attentati in 11 mesi, con in tutto 10 morti, 95 feriti, danni enormi al patrimonio artistico e religioso. Quella avviata da Cosa Nostra proprio con l'attentato di via Fauro e proseguita con le autobombe di Firenze, Milano e della Capitale, fu una stagione stragista ''senza precedenti nella storia repubblicana'', disse il pm della Dna Gabriele Chelazzi, morto il 17 aprile scorso, che col procuratore nazionale antimafia Piero Luigi Vigna e alcuni sostituti fiorentini ha indagato sulle autobombe del '93.

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