1934, quando la Catalogna proclamò l'indipendenza

Durò 11 ore,poi presidente e ministri arrestati da truppe Spagna

(di Francesco Cerri)

Sono le 20.10 del 6 ottobre. Il presidente catalano appare accompagnato da tutti i ministri sul balcone del Palazzo della Generalità in Piazza Sant Jaume e grida alla folla: "In questa ora solenne, in nome del popolo e del parlamento, il governo che presiedo assume tutto il potere in Catalogna. Proclamo la Repubblica Catalana". Undici ore dopo è in prigione, con tutto il governo, dopo che l'esercito spagnolo ha soffocato nel sangue l'appena nata repubblica catalana. Non è fantapolitica. Il presidente non si chiama Carles Puigdemont, ma Lluis Companys. E la scena si svolge un 6 di ottobre, ma del 1934. Ma potrebbe ripetersi fra qualche giorno. La Spagna era diventata una repubblica da tre anni, dopo la cacciata di Alfonso XII in uscita dalla dittatura di Miguel Primo de Rivera. E nella Catalogna in fermento rivoluzionario il partito indipendentista della Sinistra Repubblicana Catalana (Erc), lo stesso al potere oggi con il vicepresidente Oriol Junqueras, aveva appena vinto le elezioni. Companys era il nuovo presidente.

I rapporti con Madrid sono tesi dopo che il governo spagnolo aveva chiesto e ottenuto dalla corte costituzionale l'annullamento della cruciale riforma agraria catalana, che ridistribuiva le terre dei latifondisti fra i piccoli agricoltori. Così il 6 ottobre, dal bancone della Generalità, Companys annunciava al popolo catalano la proclamazione della repubblica indipendente, che voleva però integrata in una 'federazione delle repubbliche ispaniche'. La risposta di Madrid fu fulminante. Il premier spagnolo Alejandro Lerroux diede ordine al comandante delle forze spagnole in Catalogna, il generale Domingo Batet, di dichiarare "lo stato di guerra" e di arrestare Companys e i suoi ministri. A Barcellona si eressero barricate per fermare i soldati. Il palazzo del governo venne difeso da un centinaio di Mossos de Escuadra, la polizia catalana. Alle dieci di sera una compagnia di infanteria puntava i cannoni contro il palazzo della Generalità.

Dopo diversi scontri armati, alle sei del mattino del 7 ottobre Companys annunciava la resa. Alle sette le truppe spagnole entravano nel palazzo del governo catalano e arrestavano presidente e ministri, come pur il presidente del parlamento e diversi deputati. Gli scontri avevano fatto 46 morti, 38 civili e 8 militari. Tremila persone finirono in manette. L'autonomia catalana venne sospesa "a tempo indefinito". Sulla Catalogna si scatenò una dura repressione. Companys e i suoi ministri furono condannati a 30 anni per 'ribellione' dalla Corte Costituzionale.

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