Merkel, la leader 'normale' del 'mondo libero'

La Cancelliera uscente ha 63 anni. Si ripropone di riformare l'Europa con Macron

Si alza ogni mattina alle 6.30, prepara la colazione al marito, e gli lascia un foglietto con la lista della spesa. Qualche volta riesce addirittura a farla lei, Angela Merkel. Seguita dai bodyguard, ma le buste se le porta da sola.

Piace ai tedeschi perché sembra ancora oggi una persona normale. Normale ovviamente non è, a partire dal fatto che non possa andare in pensione. E il lavoro non diminuisce andando avanti con gli anni, né si semplifica, anzi. I conflitti proliferano e da tempo a lei rinfacciano tutti i populismi d'Europa. Adesso ce li ha anche in casa: la destra oltranzista di Alternative fuer Deutschland ha il vento in poppa. Anche se la cancelliera è riuscita a tenere il paese in ordine, coi partiti tradizionali ancora ben rappresentati. Da settimane la destra radicale tenta di farle mobbing coi fischi.

E questa leader, a 63 anni, a tratti è apparsa stanca. Ma proprio la lotta contro il populismo, su scala globale, è una motivazione forte. E del resto Frau Merkel è stata rilanciata, in Germania, dall'avvento di Trump.

In 12 anni in cancelleria, la ex ragazza dell'est e pupilla di Kohl (il padre politico tradito), figlia di un'insegnante e di un pastore evangelico che si spostò all'est nella Germania del Muro controcorrente, quanto a stile resta ineccepibile. Pragmatica e di un vanità praticamente intangibile. La pettinatura "deve reggere 12 ore", più che scegliere abiti, indossa una divisa.

Chiunque abbia a che fare con lei in privato racconta della battuta pronta, spiazzante. Ma davanti ai riflettori, indossa una compostezza quasi opaca.

Formazione scientifica, e una prima vita dedicata alla ricerca, in Fisica. Un matrimonio breve con un tal Ulrich Merkel, da cui viene il cognome noto al mondo. Un marito scienziato, Joachim Sauer, che ha tentato, da principe consorte del G20, di far conoscere le teorie sul cambiamento climatico a Melania Trump. Con questo profilo e una programmatica propensione alla ricerca del compromesso, la leader della Cdu ha a che fare con i grandi (maschi) della Terra: Putin, Erdogan, Trump.

Chiara nelle posizioni, Merkel non si lascia provocare, si spende di fronte a ogni conflitto sulla necessità, sempre e a tutti i costi, di una "soluzione diplomatica". Tocco "femminile" di questa leadership che rassicura i tedeschi e non solo: Barack Obama l'ha incoronata praticamente come fosse il suo successore, il New York Times l'ha definita guida "del mondo libero". Scelte come la svolta energetica o l'approvazione improvvisa del matrimonio gay non lasciano molti dubbi sullo stile politico. Era e resta un pirata e mette gli avversari fuori gioco.

Ma la Merkel ecologica e "sociale" ha provocato una migrazione a destra, e la formazione del partito anti-islam, che erode i consensi all'Unione. Il milione di profughi accolti nel 2015 - portò una candidatura al Nobel - ha intaccato la sua credibilità, pur portandole la riconoscenza di moltissimi profughi. E la minaccia terroristica dà ossigeno ai fondamentalisti. Nella crisi dell'euro, ha lasciato prevalere il rigore di Wolfgang Schaeuble sull' eurozona. Molti sono i popoli risentiti - anche in Italia - a causa della recessione. Lei sostiene che le riforme abbiano fatto bene. E si ripropone di migliorare il clima coi partner riformando l'Ue con Macron. Se vincerà, e se i prossimi alleati glielo lasceranno fare.

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