• Maltempo: in Veneto si contano danni, tre feriti ancora ricoverati

Maltempo: in Veneto si contano danni, tre feriti ancora ricoverati

Frane e smottamenti in Trentino, la Provincia chiede lo stato di calamità

Si contano i danni, pari secondo una prima stima a diversi milioni di euro, nelle diverse località del litorale veneto colpite ieri pomeriggio da un nubifragio con trombe d'aria, mentre i vigili del fuoco hanno operato tutta la notte per dare corso alle centinaia di richieste di intervento, tra il rodigino e il veneziano, specie per liberare le strade e mettere in sicurezza elementi resi pericolanti dalla furia del vento. Intenso anche il lavoro della Guardia Costiera per le imbarcazioni che avevano segnalato di essere in difficoltà. Il reparto operativo aeronavale Venezia della Guardia di Finanza è intervenuto per trarre in salvo due persone che, su una barca a vela in navigazione al largo del Lido, avevano lanciato il 'mayday' dopo essere state sorprese da una tromba d'aria. In mattinata, il governatore del Veneto Luca Zaia si recherà nelle località più colpite del litorale veneziano, specie al Cavallino dove ci sono campeggi e villaggi turistici e due persone erano rimaste ferite in modo serio.

Veneto, tre feriti ancora ricoverati, 45 dimessi  - Sono stati 48 i feriti soccorsi e portati nei Pronto soccorso degli ospedali del litorale e dell'entroterra a seguito del fortunale che ha colpito ieri pomeriggio le coste venete: di questi 45 sono già stati dimessi e tre risultano ricoverati. Il bilancio più pesante è stato registrato nell'area del Cavallino, con tre feriti gravi: una turista tedesca di 42 anni, operata stanotte a Cà Foncello di Treviso per frattura vertebrale, un residente del Cavallino con trauma toracico e frattura vertebrale ricoverato a San Donà, e un terzo ferito trasportato d'urgenza all'ospedale Santi Giovanni e Paolo di Venezia e tuttora ricoverato. Dei pazienti portati in autoambulanza nei presidi di soccorso del litorale e poi dimessi, 17 sono di nazionalità straniera (tedeschi, olandesi, austriaci e ungheresi) e 28 italiani. Le squadre sanitarie del 118 delle Ulss Serenissima, Veneto Orientale, Polesana e di Treviso - rende noto il coordinatore del Suem del Veneto - hanno lavorato pomeriggio fino a notte fonda a pieno regime per soccorrere le migliaia di turisti che affollano i villaggi turistici della costa veneziana e polesana e i residenti dei comuni costieri. Ingente il dispiegamento di mezzi e uomini: dall'Ulss 4 Veneto Orientale sono intervenute 6 autoambulanze con relative squadre (2 di presidio a Cavallino e 4 di stanza a Jesolo), dall'Ulss 3 Serenissima 4 idroambulanze (di cui 3 della Croce Verde di Venezia), 4 autoambulanze (di cui 2 della Croce Verde di Marcon e 1 della Croce Rossa), un mezzo del nucleo soccorsi speciali e una automedica; l'Ulss 2 di Treviso ha messo a disposizione, oltre all'elicottero che ha soccorso la turista tedesca, 3 autoambulanze (di cui una della Croce Rossa) e una automedica. Infine l'Ulss 5 Polesana ha mobilitato ieri 7 autoambulanze per soccorrere turisti e residenti ad Albarella, Rosolina e nell'area del delta del Po: solo 3 gli accessi al Pronto Soccorso.

Prot. civile Fvg, 2.000 chiamate in un'ora e mezza - Tra le 16.30 e le 18.00 di ieri, periodo in cui si è abbattuta su oltre 120 Comuni del Friuli Venezia Giulia la forte perturbazione che ha causato danni e disagi, il Numero unico per le emergenze 112 ha ricevuto circa 2.000 telefonate, un numero pari a quello che viene gestito nell'arco di un'intera giornata, la maggior parte delle quali indirizzate ai Vigili del Fuoco. Lo rende noto l'assessore regionale con delega alla Protezione civile, Paolo Panontin: "Dato l'elevato numero di contatti, il sistema ha deviato le chiamate in eccesso alla centrale del Nue di Brescia, che ha dato un importante supporto agli operatori della nostra centrale regionale. Nonostante la situazione di emergenza l'elevata professionalità degli operatori ha quindi permesso di dare risposte rapide alle emergenze mediche, ovvero quelle indirizzate al 118". Panontin aggiunge che "la perturbazione ha coinvolto moltissimi Comuni, e verso il centralino dei Vigili del fuoco è stato smistato un numero enorme di telefonate proprio nel momento in cui questi hanno dovuto mettere in campo tutto il personale disponibile per fare fronte all'emergenza, assieme alla Protezione civile e alle forze dell'ordine. Considerato il tipo di fenomeno atmosferico i cittadini hanno quindi chiesto l'intervento dei vigili del fuoco, con un conseguente allungamento dei tempi necessari per dialogare con i loro operatori. In questo caso l'introduzione del Nue ha permesso di filtrare le chiamate, di identificare e dare risposte tempestive alle chiamate più urgenti, ovvero quelle sanitarie destinate al 118. A queste ultime è stata data la precedenza - conclude - così da proteggere il bene più prezioso, ovvero la vita delle persone".

Frane e smottamenti in Trentino  - Dopo la grandine, le frane e gli smottamenti. L'eccezionale ondata di maltempo delle ultime ore ha nuovamente mobilitato in Trentino protezione civile e vigili del fuoco. Particolarmente colpita la parte occidentale della provincia e le valli di Cembra e Fiemme dove alcune famiglie hanno dovuto lasciare temporaneamente le loro abitazioni a scopo precauzionale per una serie di smottamenti. Una frana ha provocato la chiusura della statale 240 tra le valli del Chiese e di Ledro. La Giunta provinciale, riunita stamattina, formalizzerà a Roma la richiesta dello stato di calamità. Ancora da quantificare i danni, soprattutto per quanto riguarda l'agricoltura: dai primi rilievi però appaiono molto ingenti.

Lombardia, per Coldiretti danni per 100 milioni  - La tromba d'aria e la grandine - che hanno colpito nel Bresciano la zona della Franciacorta, di Rovato e del Lago d'Iseo hanno provocato danni per cento milioni di euro all'agricoltura. Lo ha reso noto Coldiretti Lombardia, precisando che sono stati sventrati tremila metri quadrati di serre, e danneggiati vigneti e uliveti. La tempesta di ghiaccio e vento ha colpito a macchia di leopardo: sono stati coinvolti filari di vigna, piante di ulivo e colture sotto serra. Dopo le gelate a sorpresa della primavera scorsa - spiega la Coldiretti Lombardia, le grandinate sparse. "Il conto dei danni - sottolinea il presidente Ettore Prandini - ammonta a circa 100 milioni di euro in Lombardia e supera i 2 miliardi a livello nazionale. Chicchi di grandine grossi come uova non lasciano scampo. Negli ultimi dieci anni in Italia abbiamo avuto 14 miliardi di euro di danni per colpa delle anomalie climatiche".

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