ANSA/ Venezuela: si estende la violenza, i morti sono ormai 49

Militarizzata frontiera Colombia. Alfano,'rischio guerra civile'

La situazione in Venezuela sta rapidamente degenerando, tanto che l'avvertimento del ministro Alfano sui "rischi concreti" di "una guerra civile" nel paese ha assunto oggi un carattere molto reale, con la decisione del governo di militarizzare la frontiera con la Colombia e un bilancio di vittime che ha ormai raggiunto 50 morti e centinaia di feriti.
    Il ministro della Difesa, Vladimir Padrino Lopez, ha annunciato infatti l'invio di almeno 2600 uomini nello stato di Tachira, nell'estremo occidentale del paese, poco dopo che il suo collega degli Interni, Nestor Reverol, ha accusato "la destra fascista e terrorista" di aver "messo sotto contratto paramilitari colombiani" per seminare la violenza e il caos nella regione.
    Tachira, tradizionale bastione dell'opposizione, è da giorni al centro di numerose proteste contro il governo di Nicolas Maduro, che si sono radicalizzate dopo la morte di due manifestanti, tra cui un ragazzino di 15 anni, durante le manifestazioni. A loro si è aggiunto oggi un altro 15enne, raggiunto da uno sparo ieri, mentre andava a fare la spesa e un uomo di 30 morto nella seratai.
    E non è solo a Tachira - dove governo ed opposizione si accusano a vicenda per la presenza di gruppi di civili armati e violenti - che la situazione sembra ormai fuori controllo. Anche nello stato Miranda, vicino a Caracas, da 48 ore si moltiplicano gli scontri violenti e la repressione, e anche qui un manifestante è morto ieri, ferito da un colpo di arma da fuoco.
    Unità antisommossa della Guardia Nazionale, appoggiate da almeno sette blindati, pattugliano le strade della zona dall'alba, sparando lacrimogeni anche dentro agli appartamenti.
    Sui social network si moltiplicano le denunce di residenti della zona, con foto e video di granate che arrivano nelle case.
    Cresce anche il numero dei saccheggi: circa 11 a Tachira, almeno tre a Miranda e almeno altri 10 a Barinas - lo stato dove è nato Hugo Chavez, nel centro-ovest del paese - si sono registrati nelle ultime 24 ore, senza che sia possibile stabilire chi sono i responsabili degli attacchi ai negozi, o se sono organizzati in qualche modo.
    E mentre Maduro ha esteso per altri 60 giorni il decreto di "stato di eccezione ed emergenza economica" che gli permette di restringere le garanzie costituzionali "per preservare l'ordine" nel paese, l'opposizione ha convocato per oggi la sua prima "protesta notturna". Tutto indica che, fra l'irrigidimento del governo e le nuove manifestazioni promosse dall'opposizione, la tensione continuerà a crescere nei prossimi giorni, insieme al tragico bilancio di vittime. Qualsiasi decisione possa prendere il Consiglio di Sicurezza dell'Onu, riunito oggi per discutere la crisi venezuelana, rischia proprio di arrivare troppo tardi. (ANSA)

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