Corea Nord: L'INVIATO ANSA a Pyongyang

Parata con 100.000 persone, canti e missili per il fondatore

Se esiste un "comandante supremo, allora saremo capaci di vincere sempre": quello di Jo Bong-Chol, colonnello dell'Esercito popolare di Corea (Kpa) applicato alla prestigiosa Università militare Kim Il-sung, è un atto di fede. La gente di Corea "s'è unita alla leadership" di Kim Jong-un, osserva Jo senza lasciare dubbi interpretativi alla fine delle circa quattro ore di cori, passo d'oca, pianti di gioia e slogan della parata civile e militare combinate sotto una diversa regia nel "Giorno del Sole", dedicata al fondatore dello Stato e suo "presidente eterno".

Corea del Nord, probabile nuovo test. Da Pyongyang, il punto di Antonio Fatiguso



Corea del Nord: pronti a rispondere. Da Pyongyang, il punto di Antonio Fatiguso

 

Il colonnello si dice certo che "se uniti alla leadership nulla ci può capitare. Abbiamo i mezzi per poter rispondere a ogni minaccia", aggiunge senza neanche menzionare direttamente Washington o il presidente Donald Trump, ma ricordando che è loro abitudine "minacciare con le manovre militari. Siamo convinti di poter far leva sul nostro comandante supremo per un attacco preventivo, se necessario", conclude la sua conversazione con l'ANSA mentre si allontana dalla grande piazza Kim Il-sung su cui poco prima è comparsa la temuta gamma di missili operativi o allo studio: corto, medio e lungo raggio, lanciatori mobili e multipli e da sottomarini, a combustibile solido e il nuovo Icbm, il vettore intercontinentale che malgrado non sia stato ancora sperimentato è visto come una minaccia per le coste occidentali Usa, a maggior ragione se armato con una testata nucleare miniaturizzata. Con un grado militare identico, ma nella Marina, Kim Sung-chol cita l'importanza delle manifestazioni di massa a pieno sostegno della leadership. "Lavoriamo e ci prepariamo alla parata per sei mesi allo scopo di sfilare e poter vivere questa giornata davanti al nostro leader", dice con orgoglio.

E ribalta la domanda se ritiene che la Corea del Nord sia o meno sotto minaccia: "Per noi non importa. Se gli Usa e la Corea del Sud vogliono fare le manovre insieme o ventilare la minaccia nucleare a noi non importa. C'è il nostro comandante supremo, potremo battere gli Usa e i loro alleati", afferma sicuro. Ben oltre 100.000 persone, tra militari e civili, sono state mobilitate per onorare il 105/mo compleanno di Kim Il-sung, grazie al quale tutta la "rivoluzione per centrare il socialismo è stato possibile". Una manifestazione di massa ancor in più grande stile dell'ultima fatta il 10 ottobre del 2015 per rendere omaggio ai 70 anni della fondazione del Partito dei Lavoratori. Un copione però si è ripetuto: mentre la piazza si svuotava velocemente, una ventina di donne ha cominciato con strumenti quasi di fortuna dai diversi angoli a raccogliere i palloncini scoppiati, i petali dei fiori di plastica caduti e tutto quanto ha accompagnato le elaborate coreografie ed è finito per terra: ebbene, orologio alla mano, dopo un quarto d'ora era difficile pensare che sulla Kim Il-sung si fosse tenuta una maxi parata.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA