Delrio a gestori dighe, tenere sempre molto alta la guardia

Riunione convocata dal ministro delle Infrastrutture

Non sono emerse criticità per le dighe del Centro Italia dopo le recenti scosse di terremoto, ma gli enti gestori dovranno intensificare il monitoraggio per prevenire rischi. Questo il risultato della riunione convocata lunedì dal ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, dopo l'allarme lanciato dal presidente della Commissione Grandi Rischi, Sergio Bertolucci, che aveva parlato di possibile "effetto Vajont" per la diga di Campotosto, presente su una faglia riattivata dalle ultime scosse. Parole che hanno creato il panico nei territori interessati e Delrio ha voluto vederci chiaro, convocando la stessa Grandi Rischi, il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, le Regioni ed i concessionari delle grandi dighe. "I gestori delle dighe - ha spiegato il ministro al termine dell'incontro - hanno segnalato l'assenza di criticità rilevanti, ma sono stati invitati a tenere sempre molto alta la guardia vista la frequenza degli eventi sismici". Delrio ha sollecitato una prosecuzione del monitoraggio ed una condivisione delle informazioni con un aggiornamento costante con il territorio. "Le verifiche - ha aggiunto - si fanno ogni due anni per legge, ma in caso di scosse saranno fatte con più frequenza".

Il ministro è tornato quindi sull'esempio del Vajont citato da Bertolucci. "Avrebbe potuto evitarselo - ha sottolineato - è totalmente fuori luogo. Il presidente stesso poi si è corretto, questo allarme è rientrato da parte sua per primo". Nella riunione i gestori hanno assicurato che le dighe sono sicure. Oltre ai controlli periodici, sono stati fatti sopralluoghi e valutazioni in seguito alle ultime scosse, come prevedono le procedure. Già domenica l'Enel aveva fatto sapere che la diga di Campotosto non ha riportato alcun danno e che comunque, "come misura cautelare", è stato deciso di ridurre progressivamente il bacino. Il presidente del Consorzio di Bonifica delle Marche, Claudio Netti, ha ricordato che "le dighe sono costantemente sotto controllo del ministero e degli enti gestori. Abbiamo un disciplinare da rispettare, non c'è nessuna struttura che venga monitorata così costantemente come una diga".

Il direttore dell'Ufficio emergenze della Protezione civile, Titti Postiglione, da parte sua, ha sottolineato che "Campotosto è un impianto importante. La diga già dopo il sisma del 2009 è stata oggetto di valutazioni. Esiste una procedura che dopo ogni sisma richiede controlli ed è avvenuto ogni volta. L'allarme generato da alcune dichiarazioni del presidente della Commissione Grandi Rischi ci ricorda che il problema esiste e che si deve continuare a tenere sotto osservazione questa criticità".

Ma tra la popolazione delle zone interessate dalla presenza di dighe c'è preoccupazione. Il vice presidente della Commissione Industria del Senato, Aldo Di Biagio (Ap), ha chiesto l'avvio "di un'istruttoria parlamentare celere per fare chiarezza sulla situazione attuale e dare uno strumento di sicurezza ai cittadini in un'area già drammaticamente colpita da un susseguirsi di emergenze".

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