Umberto Veronesi politico, in prima linea nelle battaglie civili

Ministro, senatore e quasi-sindaco. Ma per Grillo era Cancronesi

Non solo oncologo di fama internazionale: la vita di Umberto Veronesi è stata la testimonianza di un attivismo che ha oltrepassato i confini della scienza a favore di un impegno che lo ha visto misurarsi sia nel campo politico che sociale. Fino alla fine della sua vita quando, a causa dell'evolversi della sua malattia, è stato costretto a diradare sempre più presenze e testimonianze. La sua competenza in campo medico, oltre ai riconoscimenti e le onorificenze guadagnate per la sua attività clinica e di ricerca, lo ha condotto anche a ricoprire l'incarico di Ministro della Sanità con il secondo governo Amato. Un incarico che si ricorda soprattutto per la sua battaglia per una legge contro il fumo che, tuttavia, non fu lui a vedere attuata ma il suo successore Girolamo Sirchia. Da sempre vicino al Psi, negli anni ottanta Veronesi venne chiamato da Bettino Craxi a far parte dell'assemblea nazionale del Psi.

Il suo impegno lo ha portato anche a valutare ma poi declinare una sua candidatura per fare il sindaco a Milano sotto la bandiera dell'Unione. Alle primarie del centrosinistra del 2012 si disse propenso a votare per Vendola ma alle ultime comunali milanesi il suo appoggio convinto è andato a Beppe Sala. Nel 2008, venne eletto senatore con il Partito Democratico, incarico a cui Veronesi rinunciò per andare a presiedere l'Agenzia per la sicurezza nucleare italiana. Presidenza a sua volta lasciata in polemica con il governo Berlusconi che non gli aveva garantito una sede né strutture minime per consentire all'agenzia di svolgere le sue attività. La sua contrarietà nei confronti dello "spauracchio ingiustificato» della tecnologia atomica e l'aver sostenuto l'utilità e l'innocuità degli inceneritori gli valse, nel 2008, un frontale attacco di Beppe Grillo che arrivò a addirittura a definirlo "Cancronesi" e sul suo blog scrisse: "Per lui inceneritori e istituto dei tumori sono un ciclo virtuoso di creazione della malattia. Un business. La provoca e la cura". Un affronto replicato qualche anno più tardi quando l'ormai leader del M5s nel sostenere la necessità di maggiore trasparenza per le norme che riguardano i rapporti tra Tv e l'industria farmaceutica fece l'esempio di Veronesi: "pubblicizza in tv le mammografie così, probabilmente, ha le sovvenzioni per il suo istituto" disse.

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