Haidar, Mucciante e Iacomini vincono il premio Cutuli 2016

La cerimonia di consegna sabato 15 ottobre

Il poeta e romanziere libanese Hafez Haidar, il giornalista Rai Flavio Mucciante e Andrea Iacomini, portavoce Unicef Italia, sono i vincitori della XV Edizione del Premio "Maria Grazia Cutuli", promosso dal Centro culturale Luigi Einaudi "per non dimenticare e per promuovere la pace" con l'adesione della Presidenza della Repubblica. La cerimonia è in programma a San Severo (Foggia) il 15 ottobre 2016.

Hafez Haidar, candidato al Premio Nobel per la pace, docente di lingue e letteratura araba all'Università di Pavia, è considerato uno dei maggiori studiosi delle religioni a livello mondiale. I suoi scritti di poesia, saggistica e narrativa e la sua attività giornalistica si caratterizzano per l'instancabile e appassionato impegno nel favorire il dialogo tra culture diverse, tra il mondo cristiano e quello islamico.

Flavio Mucciante, giornalista Rai, già direttore di Radio1 e Radio2, viene insignito del Premio per le nuove modalità di racconto, introdotte alla radio, di quei Paesi e di quelle realtà, al di fuori dei circuiti dell'informazione tradizionale. In particolare per speciali e "fili diretti" su terrorismo e migranti e per i nuovi format dell'informazione internazionale, come l'appuntamento quotidiano con gli highlights dei Tg europei, americani, di Australia, Cina e soprattutto delle televisioni arabe, come Al Jazeera, Al Arabja, Al Mayadeen.

Andrea Iacomini è portavoce nazionale dell'Unicef. Giornalista, esperto di cooperazione internazionale, svolge un'intensa attività sui media e nelle Università, raccontando le sue esperienze sul campo. Ha da poco pubblicato 'Il giorno dopo', il suo primo romanzo. Tra le sue missioni più importanti quelle in Ghana, Sierra Leone, Siria, Libano e Kurdistan iracheno. E' promotore di campagne contro l'eccidio di bambini in Siria, in Iraq e a a Gaza e su malnutrizione, siccità e crisi alimentari in diverse aree dell'Africa.

Iacomini, dedico il premio ai bambini uccisi ad Aleppo - "Dedico il premio ai bambini di Aleppo, vittime innocenti della guerra in Siria", ha detto Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia. "Ad Aleppo non si muore da oggi. E'un calvario disumano che dura da 6 anni, dove sono morti bambini innocenti nell'indifferenza mondiale". "Inutile girarci troppo intorno. Le Nazioni Unite hanno smesso di contare i bambini morti in Siria nel 2013, quandoerano circa 11 mila. Ora si teme che le vittime minori si siano almeno quintuplicate rispetto ad allora ed anche se non ci sono dati certi sono certamente cifre da genocidio".

Haidar, chiudiamo le fabbriche di armi per ottenere la pace - "C'e' un solo modo per arrivare alla pace: chiudere le fabbriche di armamenti": parola del poeta e romanziere libanese Hafez Haidar."So che rischio di fare la stessa fine di Maria Grazia Cutuli perche' sono nella lista nera di Isis", ha aggiunto Haidar, già candidato al premio Nobel per la pace.

Mucciante, 110 uccisi nel 2015, 2/3 in zone di pace - Sono stati 110 i giornalisti uccisi nel 2015, oltre 2300 le vittime tra operatori dell'informazione e personale dei media negli ultimi 25 anni. Lo ha ricordato Flavio Mucciante, giornalista della Rai, gia' direttore di Radio1 e Radio2, ricevendo a San Severo (FG) il premio, intitolato a Maria Grazia Cutuli, promosso dal Centro culturale Einaudi con l'adesione della Presidenza della Repubblica. Premiati anche il poeta e romanziere libanese Hafez Haidar e il portavoce Unicef Italia, Andrea Iacomini. "I giornalisti non vengono piu' uccisi solo in zone di guerra, in Paesi considerati a rischio - ha detto Mucciante - ma anche a Parigi, Londra, Bruxelles". Non piu' vittime collaterali dei conflitti ma "veri e propri obiettivi con un preciso valore simbolico". In un passato, anche recente, si moriva soprattutto in Algeria, in Iraq e in Afghanistan, dove il 19 novembre del 2001, perse la vita Maria Grazia Cutuli. Lo scorso anno - ha affermato Mucciante - per la prima volta c'e' stata un'inversione di tendenza: "due terzi delle morti sono avvenute in Paesi cosiddetti "in pace". Oggi siamo di fronte ad uno scenario inedito: l'escalation del terrorismo - secondo Mucciante - "ha profondamente cambiato il modo di fare informazione, ponendo una serie di interrogativi, in particolare ai media tradizionali, che devono ripensare la propria struttura e saper rispondere prontamente a questa nuova esigenza, modificando la propria organizzazione e integrandosi sempre di piu' con le nuove piattaforme".

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